ROSETO DEGLI ABRUZZI – A Roseto (Teramo) non saranno solo elezioni comunali di una cittadina della costa teramana di 25mila abitanti. Sarà anche una sfida sottotraccia tra gli uomini forti e portatori di voti, la prova di carico di presenti e futuri e equilibri politici.
Il centrosinistra rischia di arrivare al voto diviso, sfumata l’ipotesi delle primarie con due candidati in pista, l’avvocato Sabatino Di Girolamo e la neo dirigente regionale Rosaria Ciancaione. La vera sfida però assicurano in molti è in tribuna, tra il deputato Pd Tommaso Ginoble, renziano di ferro, grande sponsor di Di Girolamo, e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che renziano non è e soprattutto con Ginoble ha un pessimo rapporto da quando si contendeva con lui la segreteria regionale del partito. E che ha nominato Ciancaione dirigente ed ora, assicurano in molti, la sosterrà, anche se intanto la candidata è uscita dal Pd, ed è appoggiata da un altro uomo forte della politica rosetana.
Guardando all’altro versante, il centrodestra, che ancora si lecca le ferite delle sconfitte elettorali in Abruzzo, dovute negli ultimi anni proprio alle lacerazioni interne, si compatta dietro il sindaco uscente Enio Pavone, ma con liste dove emerge il protagonismo di primi attori della politica teramana, in primis Paolo Gatti di Forza Italia, considerato un battitore libero.
Nulla di deciso invece nel Movimento 5 Stelle che affiderà a consultazioni on line tra gli iscritti la scelta del candidato sindaco.
Al di là dei giochi e rituali della politica, tante le sfide e i problemi che il futuro sindaco si troverà ad affrontare. Un piano regolatore da approvare, l’area sud di Roseto da sviluppare. la riserva del Borsacchio commissariata a cui restituire governace e protagonismo.
E poi la partita importantissima del porto turistico con il progetto di messa in sicurezza della Provincia, che confligge con gli investimenti di potenziamento e valorizzazione previsti dal Masterplan per il sud che la Regione si appresta a presentare al governo.
A lanciare ufficialmente in una gremita sala del teatro Odeon la candidatura dell’avvocato Di Girolamo, ex democristiano già assessore comunale, vicino alla sinistra Dc di Mino Martinazzoli, e ora renziano di ferro, c’era in prima fila ovviamente il suo mentore Ginoble, ma anche il vice-segretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, il segretario regionale del partito Marco Rapino, il consigliere regionale Luciano Monticelli del Pd, i due ex di Abruzzo civico che hanno appena costituto un intergruppo con Maurizio Di Nicola di Centro Democratico, Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri.
Significative le presenze degli ultimi tre. Monticelli, vicino politicamente a Ginoble, assieme a Olivieri e Gerosolimo è stato a lungo la spina nel fianco della maggioranza di D’Alfonso. C’era il capogruppo Sandro Mariani.
Il problema per il Pd sarà ora quello di evitare il rischio di arrivare al voto diviso, e di rischiare di consegnare la vittoria a Pavone, al primo turno, senza la possibilità di trovare obtorto collo una convergenza al ballottaggio.
Ciancaione non ha infatti nessuna intenzione di ritirare la sua candidatura. Dirigente del Comune di Roseto, è stata a novembre chiamata in Regione da D’Alfonso a dirigere il settore Bilancio. Nomina duramente contestata dal sindacato dei dirigenti Direr.
Ciancaione subito dopo la nomina in Regione si è autosospesa dal Pd, polemizzando con il circolo cittadino schierato con Di Girolamo e Ginoble. Ed ora è sostenuta dalle liste civiche “Un’altra Idea di Roseto” e “Roseto Progressista”.
Ma soprattutto è la candidata di un altro uomo forte della politica rosetana, l’onorevole di scelta civica e presidente di Abruzzo civico Giulio Cesare Sottanelli, che da anni si contende i voti a Roseto con Ginoble. E ha il dente a dir poco avvelenato nei confronti di Gerosolimo e Olivieri, che hanno abbandonato Abruzzo civico, in aspra polemica proprio con Sottanelli e il direttivo monopolizzato dalla componente di Ac.
La Ciancaione non può essere certo considerata un’ outsider. Parte significativa del Pd cittadino è pronta a sostenerla, stufa di Pavone ma anche dello strapotere di Ginoble. Sottanellli poi a Roseto di voti ne ha sempre presi e molti. E c’è chi vede agire nell’ombra anche D’Alfonso, ad appoggiare la sua dirigente.
Meno problematica sembra essere la situazione nel campo del centrodestra, che ricandida il sindaco uscente Pavone. A sostenerlo Forza Italia, Liberalsocialisti, Insieme per Roseto-Pavone Sindaco, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Alleanza Popolare, Destra Sociale, il Popolo di Roseto, Io Amo l’Italia di Magdi Allam e Noi con Salvini. E infine Futuro In e Roseto tricolore, liste del consigliere regionale Paolo Gatti, altro uomo forte della politica teramana.
Nel presentare la lista lo sforzo di Gatti è stato più che altro quello di smentire categoricamente e definitivamente i boatos che lo volevano pronto ad appoggiare Di Girolamo, in virtù di un accordo segreto con Ginoble e Gerosolimo, amico di vecchia data.
In cambio di una poltrona da vicesindaco per Alessandro Recchiuti, oggi assessore di centro destra, e capolista di Futuro in suo fedelissimo.
Per ora insomma , in caso di ballottaggio i giochi si potrebbero riaprire anche a destra. Filippo Tronca





