PESCARA – Un bimbo di quasi 3 anni ha rischiato di morire all’ospedale di Teramo, è non è ancora fuori pericolo, per una diagnosi sbagliata.

A raccontare la vicenda che va avanti dalla fine di dicembre al quotidiano Il Centro è la mamma del piccolo Diego, che era stato ricoverato al ‘Mazzini’ per 5 giorni per una gastroenterite, ma, tornato a casa, ha continuato ad avere dolori forti che non accennavano a calmarsi.

In tutto, si legge sul quotidiano, sono stati 12 i giorni di cure inutili, come raccontato dalla mamma, Silvia Santori, originaria di Campli (Teramo).

A salvarlo, il reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale ‘Santo Spirito’ di Pescara, dove è ancora ricoverato per quelle ‘coliche addominali’ che sembrava non finissero mai.

“Sarebbe bastata una semplice ecografia – le parole della signora Santori, passata, dopo un vero e proprio calvario, a far visitare il piccolo privatamente da un chirurgo pediatrico, Nicola Pappalepore,  a Mosciano – che avrebbe provato la presenza di una massa di 4 centimetri per 6, con ipotesi di fecaloma, cioè un ammasso di feci che il bambino non sarebbe riuscito a espellere. La pediatra di turno ha letto il resoconto dell’ecografia e mi ha consigliato una visita chirurgica e rimandandomi alla visita di controllo del successivo 8 gennaio”.

D”Io, però, non ho aspettato perché la situazione mi sembrava sempre più grave e, nonostante le rassicurazioni, ho portato il bambino alla Chirurgia pediatrica di Pescara: qui, dopo un’ecografia, si è scoperto subito che mio figlio non aveva mai avuto la gastroenterite ma che l’appendice si era perforata e il liquido di scarto si era raccolto in un ascesso nell’intestino”, ha detto ancora la mamma del piccolo Diego, poi operato d’urgenza e ancora in attesa di riprendersi.