L’AQUILA – Assume i caratteri di un vero e proprio giallo la vicenda della Santa Croce di Canistro (L’Aquila), Spa che imbottiglia e commercializza acqua minerale guidata da Camillo Colella, recentemente finito nei guai per reati fiscali.
L’allarme dato nei giorni scorsi dai sindacati, per i quali la Regione si apprestava a revocare la concessione per lo sfruttamento delle sorgenti e ad apporre i sigilli allo stabilimento, con conseguente licenziamento dei 75 dipendenti, se da un lato è stato confermato dal vice presidente con delega alle Attività produttive Giovanni Lolli, è stato immediatamente smentito dall’azienda.
Nelle ultime ventiquattro ore un nuovo botta e risposta contraddittorio tra azienda e rappresentanti dei lavoratori.
La società ha annunciato il raggiungimento di un accordo coi dipendenti per il quale si salva l’attività produttiva dell’azienda attraverso la mobilità volontaria incentivata. Ma i sindacati hanno subito smentito.
“Dopo settimane di dialogo, ieri si è concluso positivamente il tavolo delle trattative tra sindacati, Regione Abruzzo ed azienda Santa Croce nella sede della Regione Abruzzo di Pescara. Concordato il mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso l’apertura della mobilità incentivata e volontaria per 35 lavoratori, l’azienda si è impegnata nei prossimi giorni a perfezionare l’accordo sindacale. Ciò garantirà, in intesa con la Regione Abruzzo, la continuità dell’attività produttiva per far fronte a tutte le commesse”.
Così l’azienda in una nota nella quale riferisce della presenza all’incontro anche dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Rsu.
Di tutt’altro avviso i sindacalisti, che sembrano aver partecipato ad un altro tavolo.
“Non ci risulta che si sia concluso l’accordo – dicono – Infatti, oltre al fatto che mancava l’amministratore unico della società per problemi di intasamento autostradale, la trattativa non poteva e non è iniziata in quanto la legge 223/91 stabilisce che senza una formale lettera di avvio delle procedure, non si può iniziare con le trattative”.
“Solo ieri sera – aggiungono – ci è giunta questa lettera”.
“Per mesi abbiamo cercato il dialogo e abbiamo sempre ricevuto risposte tipo ‘ho vinto il bando’ – continuano i rappresentanti sindacali -dire che le parti sono soddisfatte ci sembra azzardato”.
“Ribadiamo che, ad oggi non esiste nessun accordo. Riconfermiamo la nostra disponibilità ad avviare un confronto franco, serio e di prospettive diverse dalle attuali. Daremo una valutazione solo alla fine di questo confronto che non sarà semplice e che avrà bisogno dei suoi tempi per il rispetto di tutte le parti”.
“Proprio per salvaguardare i molteplici interessi e la continuità produttiva, le valutazioni finali riguarderanno, oltre all’accordo sulla volontarietà incentivata anche e sopratutto quale progetto industriale ci verrà presentato per dare una vera continuità ad un azienda e ai suoi lavoratori che hanno bisogno di certezze dopo 8 anni di incertezze”.






