L’AQUILA – “Ci siamo accorti che stava accadendo qualcosa dalle incessanti sirene, subito dopo dal tam tam dei social network. Ma la televisione non abbiamo voluta accenderla appositamente perchè l’obiettivo che avevamo era quello di ripartire stamattina e non volevamo farci influenzare”.

Il fotografo aquilano Roberto Grillo era a Parigi ieri sera, quando a diversi isolati di distanza dall’appartamento dove si trovava si è scatenato l’inferno.

Di uscire a fare foto non ne ha voluto sapere. “Non avevo con me la macchinetta, ma in ogni caso non l’avrei utilizzata. Ho preferito fare il padre, ero con mia figlia che studia lì. Se fossi stato da solo – ammette – sicuramente mi sarei avvicinato alle zone colpite dai terroristi, ma non c’erano le condizioni. Dovevo fare di tutto per portare a casa mia figlia”.

Tornato all’Aquila stamattina, dopo essere riuscito a prendere l’aereo senza particolari problemi, Grillo racconta che nel tragitto casa-aeroporto non ha incontrato alcun impedimento.

“Temendo di avere problemi, visto che dalle 4 di notte non funzionava neanche la metropolitana, ci siamo incamminati a piedi e dopo venti minuti abbiamo preso un taxi, nella zona degli Champs Elysees dove ce n’erano molti. Abbiamo raggiunto l’aeroporto senza eccezioni. Anche l’imbarco è stato regolare, hanno lasciato in funzione un solo gate per questioni di sicurezza ma siamo partiti solo con dieci minuti di ritardo”.

L’esperienza di Parigi, seppur vissuta di striscio, ha fatto correre alla mente il dramma del 6 aprile 2009. “Per loro sembrava tutto normale, per noi no perché l’idea del terremoto ci è arrivata subito alla mente, ovviamente senza realizzare razionalmente”.

La figlia Alessia vive in Francia dove si sta specializzando in Psicologia. “Vuole ripartire già lunedì – spiega il padre – perchè ha le presenze obbligatorie all’Università, io vorrei riuscire a convincerla a restare qui, stiamo capendo se i tre giorni di lutto nazionale proclamati da Hollande partano lunedì, in questo caso potrebbe rinviare di qualche giorno”. (m.sig.)