CHIETI  – “Tutte le amministrazioni si sono unite alla nostra richiesta di sospensione del procedimento in attesa della soluzione di giudizi di costituzionalità:  si tratta dello Sblocca Italia più la Legge regionale che blocca le trivellazioni entro le 6 miglia dalla costa se dovesse essere impugnata. Abbiamo chiesto anche la verbalizzazione immediata della posizione del Presidente della Conferenza”.

Lo ha dichiarato il sottosegretario regionale con delega all’Ambiente della Regione Abruzzo Mario Mazzocca a margine della Conferenza dei Servizi sulla piattaforma petrolifera Ombrina, finalizzato all’estrazione di idrocarburi nelle acque antistanti il litorale abruzzese. in corso di svolgimento al ministero dello Sviluppo Economico a Roma.  Presidiato dai militanti non Ombrina con bandiere e fischietti.

L’obiettivo dell’ampia delegazione abruzzese è che si vada verso un nuovo rinvio della Conferenza dei servizi, dopo quello del 14 ottobre, mentre in mattinata si era diffusa la voce che il ministero volesse chiudere la partita con l’approvazione del progetto Ombrina Mare.

Giuseppe Di Marco, presidente regionale di Legambiente, che ha preso parte al presidio spiega che “in ogni caso siamo di fronte ad una falla giuridica evidente, nell’ambito di uno scontro tra il Ministero, che vuole portare avanti il progetto e la Regione, che con l’appoggio dei Comuni ha messo in campo due leggi regionali relative alla moratoria, entro le 12 miglia, per gli insediamenti petroliferi e all’istituzione del parco marino regionale”.

La Corte Costituzionale  è chiamata a valutare, nel febbraio 106, sulla legittimità del quesito referendario che interessa 10 regioni, Abruzzo compreso, che intende abrogare alcuni articoli del decreto Sblocca Italia, al fine di neutralizzare la centralizzazione nelle mani dello Stato delle competenze sulle materie energetiche. Nel merito, vogliono abrogare quelle norme che fanno della ricerca e coltivazione degli idrocarburi in Italia una questione di strategicità e pubblica utilità e che rendono possibile cercare ed estrarre gas e petrolio anche entro le dodici miglia dalle nostre coste, soglia limite definita dal cosiddetto “Decreto Prestigiacomo” del 2010 dopo l’inabissamento nel Golfo del Messico della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon.

L’Abruzzo a tal proposito approvato poche settimane fa anche una legge che reintroduce il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi entro i 12 miglia dalla linea di costa.