L’AQUILA – “La casa resterà aperta a tutte le donne che vorranno unirsi, proporre, condividere e pensare insieme a noi come abitare una città trasformata da dopo il sisma”.

C’è emozione e commozione nelle parole di Simona Giannangeli del comitato di presidenza di Terre Mutate e portavoce della stessa associazione, per l’inaugurazione di oggi pomeriggio della sede provvisoria della Casa delle donne, fortemente voluta e a lungo attesa dall’associazione Donne Terremutate e nata grazie a tutte le aquilane che fanno parte del Centro antiviolenza, della Biblioteca delle donne, di Spi Cgil, di Donne in nero, del Circolo Querencia e delle donne del comitato familiari vittime della Casa dello studente.

“Questo sarà un luogo di costruzione di una città che ha bisogno del pensiero e della pratica politica che portiamo avanti da anni”, ha aggiunto.

La Casa delle donne, che ospita l’associazione Donne TerreMutate, il Centro antiviolenza ​e la Biblioteca delle donne, avrà finalmente una sede propria, in via Colagrande, messa a disposizione dal Comune dell’Aquila in attesa che sia pronta quella definitiva che sarà realizzata dal provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna nell’edificio a fianco alla Basilica di Collemaggio nel tempo massimo di un anno, come dichiarato di recente dal provveditore Roberto Linetti.

Un iter lunghissimo quello della sede, per la quale nel 2009 furono stanziati  3 milioni di euro (fondi Carfagna), rimbalzati negli anni tra Comune, Regione e in ultima istanza alla Provincia.

“Questo non è solo un semplice luogo fisico, ma politico dove si potranno fare, come abbiamo già fatto in passato, attività culturali, aprirsi alla città e farne un centro di dibattito e di socialità in senso ampio – ha detto Lina Faccia, presidente dell’associazione Donatella Tellini, Biblioteca delle donne e Centro antiviolenza. 

“La nostra associazione è nata dopo il sisma con l’idea di realizzare la Casa delle donne e in tutti questi anni abbiamo lavorato tenacemente per ottenere questo obiettivo. Il centro antiviolenza è invece nato nel 2007, mentre la biblioteca ha un lungo corso di 35 anni – ha concluso Valentina Valleriani, presidente di TerreMutate  – Un desiderio e un sogno che si realizza per noi e per tante altre donne aquilane”.  Marianna Galeota