L’AQUILA – “Ma quale diktat del Partito democratico! Francesco Di Paolo non è candidato di un partito, ma di un’area del cratere sismico dove si concentrano i maggiori danni, il maggior numero di vittime e sfollati, e di problemi legati alla ricostruzione”.
Lo afferma con foga ad AbruzzoWeb il sindaco di San Demetrio nei Vestini, Silvano Cappelli, in relazione alla possibilità che Di Paolo sostituisca nel ruolo di coordinatore del tavolo dei sindaci Emilio Nusca, ex primo cittadino di Rocca di Mezzo, ora semplice consigliere comunale, a cui l’attuale sindaco, Mauro Di Ciccio, ha tolto la delega a rappresentare nel tavolo l’area omogenea delle nevi, la numero 9, recidendo l’ultimo legame che gli dava la possibilità di mantenere lo scettro da coordinatore del tavolo dei primi cittadini.
Una ventina di sindaci di area centrodestra lancia invece la candidatura di Sandro Ciacchi, ex primo cittadino di Goriano Sicoli vice coordinatore e, in questo interregno, coordinatore facente funzioni del tavolo.
Nella riunione preparatoria all’assemblea plenaria di oggi dei 56 sindaci del cratere sismico, quelli dell’area omogenea 8 hanno risposto facendo quadrato su Di Paolo.
“Sindaci anche di centrodestra – tiene a sottolineare Cappelli – uniti dalla consapevolezza che per 3 anni abbiamo rivendicato tutti insieme, con Di Paolo in testa, un’attenzione particolare per il nostro territorio, senza però avere le risposte che ci attendevamo”.
I sindaci di centrodestra a cui Cappelli si riferisce, dell’area omogenea 8 sono quelli ad esempio di Sant’Eusanio Forconese, Giovanni Berardinangelo, di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis, di Fagnano Alto, Francesco D’Amore.
Il solo sindaco di Ocre, Fausto Fracassi, area centrodestra, invece, dopo aver partecipato alla riunione di giovedi a Poggio Picenze, non scioglie le riserve, e dice di non voler accettare imposizioni dal Pd.
La candidatura di Di Paolo, però, non è il solo tema che sarà posto all’ordine del giorno della nuova governance del Tavolo di coordinamento.
Temi che squaderna a questo giornale il sindaco di Fossa, Antonio Gentile, non mancando di evidenziare le pecche dell’ex coordinatore Nusca.
“È grave che l’assemblea dei sindaci non sia stata convocata per 2 anni, neanche dopo le elezioni amministrative per coinvolgere i nuovi sindaci appena eletti. D’ora in avanti l’assemblea dovrà essere centrale, e protagonista”, sostiene.
Esigenza che è stata con forza ribadita anche dai sindaci dell’altro schieramento. Ma c’è di più: i sindaci dell’area omogenea 8 chiedono che finalmente il tavolo di coordinamento si dia regole certe e scritte per il suo funzionamento.
“Vanno stabilite convocazioni regolari – snocciola Gentile – stabilire per quanto tempo resta in carica il coordinatore del tavolo e di ciascuna area omogenea, visto che, incredibilmente, a oggi non ci sono termini al mandato”.
“Va poi data sostanza e poteri reali alle singole deleghe, che a oggi sono solo pro forma, occorre stabilire quali sono le prerogative e i poteri dell’assemblea dei sindaci”, conclude.



