L’AQUILA – “L’Aquila si fregia del privilegio della prima Perdonanza, madre del Giubileo di Roma. Un evento religioso che proietta la nostra città al centro del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. L’Indulgenza plenaria concessa da papa Celestino V con la Bolla Inter Sanctorum, con cui venne indetta la Perdonanza generale da perpetuarsi con l’annuale apertura e il passaggio, il 28 e il 29 agosto, attraverso la Porta Santa di Collemaggio, incarna l’anticipazione del Giubileo cristiano”.
E’ una duplice lettura, storico-culturale, quella che la giornalista e scrittrice aquilana, Monica Pelliccione, autrice del libro “Nel nome di Celestino” pubblicato nel 2009, fornisce sulla Perdonanza celestiniana.
E sul riconoscimento della stessa, da parte dell’Unesco, come patrimonio immateriale dell’umanità.
“L’emanazione dell’Indulgenza celestiniana non va intesa solo come remissione dei peccati – afferma Pelliccione – tra le pieghe nascoste un significato più profondo e intimo, di riconciliazione sociale. Mai attuale come in questo momento. Lo stesso messaggio che papa Francesco vuole lanciare al mondo con il Giubileo straordinario. Papa Celestino nel 1294 ordinò la riappacificazione delle fazioni cittadine in lotta e costrinse Carlo II d’Angiò a perdonare gli aquilani ribelli. Il privilegio dell’Indulgenza, nelle intenzioni di Celestino, si lega a un forte impegno morale. La Perdonanza chiede all’uomo una rivoluzione interiore, la rinuncia al predominio sugli altri. E la basilica di Collemaggio, testamento di Celestino V all’umanità, rappresenta il Santuario della riconciliazione: l’alveo delle celebrazioni della Perdonanza”.
Il Giubileo straordinario come occasione per rilanciare il messaggio universale della Perdonanza celestiniana. E per aprire le porte dell’Aquila al mondo.
“Un’occasione importante – la definisce Pelliccione – L’Aquila ha avuto il privilegio della prima Perdonanza, che nel cammino pastorale di papa Celestino rappresenta il momento più alto. Un atto di estrema carità da cui si evince tutta la grandiosità dell’umile frate salito al Sogli Pontificio. Un Santo che ha chiamato a raccolta l’intera umanità identificando la Porta Santa di Collemaggio nel simbolo del Perdono”.
“Un’anticipazione, prosegue la Pelliccione – riconosciuta dalla Chiesa stessa, del Giubileo cristiano. Attraversando la Porta Santa i fedeli chiedono umilmente venia a Dio. Un grido universale di pace e riconciliazione che si rinnova per rispondere ai bisogni spirituali dell’anima. Dirompente e attuale, la Perdonanza viene letta come il filo che unisce L’Aquila a Celestino, il perdono al Giubileo di Roma. La storia civile di una città che si intreccia con quella religiosa”.
Questo il valore più alto della Perdonanza celestiniana, che si appresta ad essere riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità. Proprio alla vigilia dell’apertura del Giubileo straordinario di papa Francesco.
“L’Anno Santo ha conosciuto, nella storia, momenti di entusiasmo ed esaltazione e prodigiosi balzi in avanti, ma anche periodi bui, legati a particolari contesti storico-politici. L’Indulgenza, come remissione della pena – conclude Pelliccione – assume, nel caso della Perdonanza celestiniana, il significato di riconciliazione con Dio e con l’umanità intera. La Perdonanza aquilana si incastra perfettamente nel grande Giubileo della Chiesa dove il valore ecumenico si intreccia al più alto valore sociale del Perdono”.






