CHIETI – “Il ministro degli Interni Angelo Alfano conferma che si sta lavorando a soluzioni alternative alla chiusura della prefettura di Chieti e Teramo”.
Lo annuncia il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, in replica alle voci che vorrebbero la prefettura di Chieti soppressa, assieme a quella di Teramo tra le 23 inserite in una lista del ministero. E a tal proposito Di Primio rampogna il prefetto Luciana Lamorgese, capo di gabinetto di Alfano, fonte della notizia.
“Lamorgese è prefetto di grandissima qualità – protesta il sinddaco – ma non è lei deputata a riferire su quali siano le scelte politiche e gli accordi che possono intercorre tra il Governo e i rappresentanti politici del territorio”.
“Nonostante il Partito democratico e lo stesso premier Matteo Renzi – vogliano fortemente la riduzione delle Prefetture, ancora questa mattina il ministro Alfano, che comunque incontrerò nel corso della prossima settimana, mi ha confermato che non c’è alcun provvedimento di chiusura delle Prefetture di Chieti e Teramo”.
Esiste la bozza contro la quale tutti noi ci siamo dichiarati; ciononostante, il Ministro mi ha personalmente rassicurato, testimoni i parlamentari abruzzesi di Ncd con i quali mi sono riunito questa mattina, che su di essa sta lavorando ad una soluzione alternativa”.
Per ora, intanto, il provvedimento è congelato. Lunedì mattina il parlamentare teramano Paolo Tancredi parlerà della cosa direttamente con Lamorgese, la quale era presente ad un incontro di Tancredi con Alfano e il ministro Marianna Madia nel corso del quale si convenne di trovare soluzioni alternative alla chiusura.
“In conclusione – commenta Di Primio – bene ha fatto Lamorgese a rappresentare ai sindacati lo stato attuale delle cose ma è altrettanto vero che come Amministrazione Comunale, come rappresentante politico della Città, insieme ai parlamentari che sostengono la posizione e a tutti quanti potranno contribuire a raggiungere l’obiettivo, continuerò a battermi perché sia stralciata dal decreto la proposta di accorpamento e ciò non per una mera difesa campanilistica della Prefettura di Chieti ma perché mancano i presupposti che la legge prevede per poter effettuare l’accorpamento”.






