L’AQUILA – C’è tempo fino al 31 luglio per pagare la prima rata della Tari, la tassa comunale sui rifiuti. Chi non ha ancora ricevuto i moduli non deve allarmarsi perché le lettere sono state spedite venerdì 12 luglio.
I ritardi, ricorda Il Centro, sono dovuti al fatto che il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione contenente le nuove tariffe solo un mese fa, il 18 giugno. Uno slittamento che ha costretto per forza di cose il Comune a prorogare i termini per il pagamento del primo acconto, fissati per legge al 30 aprile.
Niente panico dunque, fanno sapere dal settore tributi, anche perché anche il 31 luglio è una scadenza “flessibile”: l’importante è che il versamento venga effettuato entro e non oltre il trentesimo giorno dalla ricezione dei moduli a casa.
Per quanto riguarda le agevolazioni e le riduzioni, invece, gli uffici comunali precisano che potranno farne richiesta solo coloro che hanno i requisiti previsti dal regolamento. Non devono fare domanda tutti i contribuenti. Attenzione alle scadenze, però: per poter chiedere le nuove riduzioni introdotte nel 2019, i termini sono stati fissati al 19 luglio.
Per tutti coloro che non dovessero rientrare nell’elenco degli “ammessi”, le riduzioni scatteranno dal primo gennaio 2020. Le agevolazioni introdotte nel bilancio di previsione riguardano solo determinate categorie di contribuenti.
Tra gli abbattimenti previsti: 30% per le abitazioni civili del centro storico situate in zone interessate dalla realizzazione dei sottoservizi, per il periodo di durata del cantiere; 10% per le giovani coppie; 20% in meno per le abitazioni civili, oggetto di ripristino post-sismico, che tuttavia non hanno ancora l’abitabilità; 8% per tutti gli esercizi pubblici che installano un fasciatoio nei loro locali; 20% per le attività commerciali del centro storico e frazioni e per gli insediamenti posseduti o gestiti da società sportive dilettantistiche; 30% per gli esercizi che decidono di dismettere slot machine e videopoker; 10% per chi conferisce rifiuti ingombranti nei centri di raccolta; 30% per le attività agricole che svolgono anche attività agrituristiche.






