VASTO – “I serpenti mi hanno aggredito e io li ho schiacciati”.
In preda alle allucinazioni, Vito Papa, finanziere in pensione di 72 anni, ha ucciso la vastese Michela Marchesani, 87 anni, a colpi di trapezio, sostegno metallico utilizzato per alzarsi dal letto.
La tragedia è avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella casa di riposo San Pio di Vasto, dov’erano ospitati la vittima e l’assassino, affetto da demenza senile.
Nessun dubbio sulla ricostruzione del delitto: la scena è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza, attivo h24 in ogni stanza della struttura. L’anziano, ricorda Il Centro, è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario: ora è piantonato dai carabinieri nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Lanciano.
Papa, originario di Castrignano del Capo (Lecce) e residente a Vasto, era entrato nella struttura solo venerdì scorso. Affetto da qualche tempo da una malattia neurodegenerativa, manifestava amnesie e a causa dell’aggravamento della patologia, gli era stato ritirato anche il porto d’armi.
A casa era assistito da una badante e mai i suoi problemi, in base a quanto ricostruito attraverso le testimonianze, erano sfociati in episodi di violenza, anche se nell’ultimo periodo era apparso più irascibile del solito.
La tragedia si consuma verso l’1,30: Papa si alza all’improvviso, stacca il trapezio collocato sulla spalliera del suo letto ed esce sul corridoio. Succede tutto nel giro di pochi attimi.
L’anziano, con il triangolo di metallo in mano, entra nella stanza accanto, dove dorme Michela Marchesani, e comincia a colpire ripetutamente la donna su tutto il corpo. La vittima, forse, non fa neppure in tempo ad accorgersi di quello che sta accadendo. Fatto sta che, quando l’operatore in servizio nella struttura capisce quello che è successo, è ormai troppo tardi. Il dipendente della San Pio tasta il polso all’ottantasettenne. Ma non c’è più battito. A quel punto l’operatore non può far altro che lanciare l’allarme.
Sul posto arrivano il sostituto procuratore Michele Pecoraro, i carabinieri della compagnia di Vasto, guidati dal tenente Luca D’Ambrosio, e i militari del reparto operativo del comando provinciale di Chieti, coordinati dal colonnello Florimondo Forleo. Gli investigatori sequestrano le immagini delle telecamere, che confermano in pieno le ipotesi iniziali.
Il medico legale Pietro Falco porta a termine una prima ispezione su quel corpo coperto di sangue e sfregiato senza un vero perché. È impossibile, al momento, indicare con precisione il numero dei colpi, ma una cosa è certa: la furia omicida è stata inaudita. L’assassino viene sedato e trasferito al Renzetti di Lanciano. È sotto stretta vigilanza: il timore è che possa fare del male anche a se stesso.
Papa non conosceva neppure la vittima, né nelle ore precedenti c’erano stati litigi o anche semplici discussioni.
L’anziana lascia due sorelle anziane e un nipote. Sotto choc i parenti di Papa (il figlio è un finanziere), descritto da tutti come una persona a modo. Uno dei primi passi dell’inchiesta sarà l’affidamento di una consulenza per capire se, al momento del delitto, Papa fosse capace di intendere e di volere.





