CHIETI – L’ultimo episodio risale alla notte tra venerdì e sabato: una ragazzina di appena 15 anni è stata ricoverata all’ospedale di Chieti, nel reparto di pediatria, per abuso e intossicazione da sostanze alcoliche.

Si tratta di casi sempre più frequenti, Con ragaZzini sempre più sedotti dai fumi dell’alcol, un allarme che ha fatto scattare le indagini della polizia.

La 15enne, racconta Il Centro, non si reggeva neanche in piedi ed era completamente ubriaca, come hanno poi confermato le analisi fatte al Santissima Annunziata. Aveva un tasso alcolemico di 2.07 e non ricordava nulla della serata trascorsa insieme agli amici: per festeggiare la fine dell’anno scolastico, avevano deciso di comprare i biglietti per una manifestazione organizzata in centro storico.

Ora sono in corso gli accertamenti per scoprire chi ha venduto l’alcol alla studentessa: i responsabili rischiano una denuncia per la violazione dell’articolo 689 del codice penale, cioè il divieto di somministrazione di alcolici ai minori.

Tolleranza zero per chi vende alcol ai minori. Anche se i titolari dei locali si difendono: “La maggior parte delle volte i ragazzini arrivano già ubriachi. All’entrata chiediamo di aprire zaini e borse e troviamo bottiglie di plastica piene di vodka e sambuca. Ne sequestriamo a decine”.

Da una recente indagine della Asl è emerso che, in provincia di Chieti, si beve di più che nel resto dell’Abruzzo. “In generale – ha spiegato Giuseppe Torzi, direttore del dipartimento prevenzione dall’azienda – lo studio ha rilevato che assumere alcol è comune a più della metà della popolazione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che due su dieci hanno abitudini di consumo considerate a maggior rischio, e tra questi i maschi sono tre su dieci, e i giovani uno su due”.

“Diversamente dalle rappresentazioni basate su luoghi comuni, bere non è costume che si sviluppa in contesti degradati, perché a farlo sono persone che non hanno nessuna difficoltà economica e mediamente istruite”.