L’AQUILA- “Si apre una nuova era per la sanità abruzzese, con la firma imminente potremo finalmente costruire nuovi ospedali più funzionali dal punto di vista logistico ed energetico, sicuri dal punto di vista sismico. Ed anzi la sismicità dell’Abruzzo è stata una delle carte vincenti sul tavolo del governo”.
A parlare ad AbruzzoWeb è l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, all’indomani della riunione a Roma al termine della quale del quale i tecnici del ministero della Sanità hanno dato il loro parere positivo per la realizzazione dei nuovi ospedali di Sulmona e Avezzano (L’Aquila), Lanciano e Vasto (Chieti), Giulianova (Teramo) e anche alla ristrutturazione di quello di Penne (Pescara), la cui progettazione peraltro è in fase molto avanzata.
Manca solo un passaggio: la firma dell’intesa tra il ministro Beatrice Lorenzin e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che, assicura ad AbruzzoWeb Paolucci, “avverrà nei prossimi giorni, e a quel punto saranno di fatto sbloccati i 228 milioni di euro di provenienza statale ex articolo 20, a cui si aggiungeranno 143 milioni di fondi regionali, derivanti dai saldi positivi degli ultimi quattro anni del Fondo sanitario regionale, per un totale di 371 milioni di euro”.
A quel punto si apre la fase progettuale, e già oggi ci sono stati incontri con i dirigenti della Asl e che dovranno presentare i progetti e fare i bandi di gara.
“La situazione è diversificata: a Giulianova e Lanciano, per esempio, bisogna ancora individuare le aree dove realizzare i nuovi ospedali, a differenza di Avezzano e Vasto. A Sulmona i lavori sono già in corso, e con la nuova dotazione finanziaria si completerà il nuovo ospedale – continua ancora – Inoltre dobbiamo incontrare i sindaci dei territori interessati, perché per esempio bisogna aggiornare il valore catastale dei vecchi ospedali e ragionare sulla loro destinazione d’uso e valorizzazione, e a anche sulla nuova viabilità e altri aspetti che li coinvolgono”.
A quando le inaugurazioni? “Non ho la palla di vetro – si affretta a rispondere Paolucci – L’iter è complesso, ma assicuro che faremo di tutto per serrare i tempi. Le risorse ci sono, e ricordo che un nuovo ospedale, costruito con le nuove tecniche costruttive, ha anche il vantaggio di determinare importanti risparmi in termini di gestione, si pensi solo a quelli energetici”.
Per non parlare della sicurezza sismica. “È un argomento, dopo quello che è accaduto con il terremoto del 6 aprile 2009 a cui il governo è stato molto sensibile, e ci ha aiutato a strappare l’ok. e una ragione in più per fare presto, perchè i vecchi ospedali non garantiscono il massimo della sicurezza”.
Discorso a parte per il nuovo ospedale di Chieti. La Regione sta valutando la proposta di project financing presentato dal Gruppo Maltauro, illustrato in agosto, dal valore di 200 milioni nella cosiddetta “striscia di Gaza” citata dal governatore tra Chieti e Pescara.
“Partiamo dal presupposto – afferma Paolucci – che a Chieti serve un nuovo ospedale perché quello vecchio ha problemi di staticità e sicurezza sismica. Detto questo da una prima valutazione del project financing abbiamo rilevato che occorrono delle modifiche all’offerta, siamo perplessi su alcuni aspetti del piano economico. Attendiamo la nuova proposta rivista e ritoccata per noi più vantaggiosa”.
Infine la replica ai consiglieri regionali di Forza Italia che lo accusano di prendersi i meriti di della Giunta di centrodestra, dimostrando scarsa onestà intellettuale. Infatti, ricorda Paolucci, “è stato il governo regionale di centrodestra a completare l’intero iter, cosiddetto M.E.x.A, propedeutico all’autorizzazione. Se ci sono stati dei ritardi lo si deve esclusivamente al fatto che il Nucleo di valutazione del ministero, al quale spetta il compito di dare il via libera, era decaduto ed è stato appena ricostituito”.
“Facciamo a capirci – sbotta poi – come mai la chiusura dei punti nascita l’opposizione la attribuisce solo a me, come una colpa, mentre i nuovi ospedali diventano merito loro? La verità – sottolinea in conclusione – è che solo ora è arrivato l’ok perché i fondi necessari ce li ha messi il governo di Matteo Renzi, e perché siamo stati noi a risolvere limiti tecnici che erano presenti nella proposte precedenti, e che ne impedivano il via libera”.





