L’AQUILA – La mensa del polo universitario di Coppito (L’Aquila) sarà ricostruita entro febbraio nel nuovo anno e gli studenti potranno finalmente lasciare, sei anni dal terremoto, la tensostruttura montata nel piazzale dell’università subito dopo il sisma.
Lo ha affermato il direttore dell’Azienda per il diritto agli studi universitari Giulia Marchetti, in occasione della conferenza stampa di stamattina che ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti e degli obiettivi ancora da realizzare del tavolo di coordinamento interistituzionale tra Comune, Università e Adsu.
“Abbiamo lavorato molto e a tante problematiche da risolvere, dopo l’istituzione del tavolo che c’è stata nel dicembre del 2014 – ha sottolineato il consigliere comunale Stefano Palumbo, delegato ai Rapporti con l’Università – Un raccordo tra enti che ha come scopo la risoluzione di nodi ancora da scioglie sedi universitarie, la residenzialità e le mense”.
Tra gli obiettivi raggiunti, quelle del trasloco del dipartimento di economia dalla Ex Optimes al locali del carcere minorile in zona Acquasanta.
“La creazione di un polo in centro storico è stato possibile proprio grazie all’unione delle forze e al lavoro unanime per la riorganizzazione dei poli della didattica – ha aggiunto – Lo stesso discorso vale anche per la residenzialità per la quale grazie a una delibera di Giunta abbiamo iniziato ad assegnare appartamenti del Progetto Case agli studenti. Nel corso di questi mesi, inoltre, grazie alla collaborazione con la dottoressa Marchetti siamo riusciti anche nell’intento di garantire la continuità messa a rischio del servizio mense e la proroga dell’utilizzo della Caserma Campomizzi”.
Tasto ancora dolente, invece, quello del recupero del polo dell’ex ospedale San Salvatore che ospita il dipartimento di Scienze umane e che dovrebbe accogliere anche quello di Economia.
I lavori all’edificio infatti “non possono rientrare nei finanziamenti della ricostruzione perché non si tratta di un edificio danneggiato dal sisma”, ha precisato la rettrice Paola Inverardi.
“Stiamo cercando delle soluzione anche di raccordo con l’Usra – ha aggiunto Palumbo – Ma la soluzione in ogni caso non arriverà nell’immediato”.
Un modello università-città che secondo la rettrice sta contribuendo “a inserire sempre di più l’ateneo nel tessuto cittadino. L’obiettivo raggiunto del polo di Economia in centro è scaturito proprio da questo lavoro comune anche con il governo che continueremo a svolgere per ogni tipo di problematica. L’Ateneo ha u ruolo centrale nel rilancio anche del centro storico, non solo con le sue professionalità, ma anche con la sua presenza fisica”.
Ancora lontano il rientro dell’amministrazione dell’ateneo a palazzo Camponeschi.
La rettrice ha infatti stimato il ritorno nel cuore del centro storico non prima dell’anno accademico 2016-2017.
“Ci stabiliremo in tre sedi – ha precisato – A Palazzo Camponeschi, a Palazzo Ciavoli Cortelli e nell’edificio di via Forcella”.
Soddisfatta anche l’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista che ha portato in Giunta la delibera che assegna i primi 5 alloggi dei Progetti Case di Roio e Coppito all’Adsu che potrà poi assegnarli agli studenti.
“Un obiettivo importante fortemente voluto da me e dalla Giunta e un valore aggiunto per la residenzialità degli studenti – ha concluso la Di Giovambattista – Tutto questo sarà possibile grazie alla sinergia con l’Adsu che gestirà questi alloggi. Inoltre, questa operazione man mano che si andrà avanti servirà anche per porre un calmiere sui prezzi elevati degli affitti”.



