L’AQUILA – È previsto per domani alle 15 al palazzo dell’Emiciclo il tavolo tra il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, il presidente della commissione Territorio, ambiente e infrastrutture Pierpaolo Pietrucci e i primi cittadini dei comuni aquilani, per cercare soluzioni al contestato tracciato del lotto ‘C’della Variante sud, il cui progetto è fermo al palo da anni.
La grande opera che prevede un corridoio viario a scorrimento veloce tra L’Aquila e Pescara, rischia infatti di arenarsi sui pareri contrari di alcuni Comuni alla realizzazione del lotto C che dovrebbe collegare Bazzano alla zona industriale di Fossa per ricongiungersi a Barisciano sulla strada statale 17.
Il collegamento L’Aquila Pescara in 45 minuti, fortemente voluto anche dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, potrebbe rientrare, come ha annunciato il premier Matteo Renzi in occasione della sua visita all’Aquila, nel masterplan per lo sviluppo del Mezzogiorno con uno stanziamento di 150 milioni di euro, cifra richiesta dal governatore per coprire i 53 chilometri rimanenti da ammodernare.
Entro l’anno infatti il premier si è riproposto di incontrare il governatore per fare il punto sul progetto di ammodernamento della strada.
Il piano di D’Alfonso tuttavia, potrebbe bloccarsi sul nascere ed esattamente a Bazzano, dove ora termina la bretella di recente costruzione in uscita dalla superstrada e da dove dovrebbe ripartire il tanto osteggiato lotto C. Il progetto dell’Anas bocciato dai Comuni aquilani prevede il passaggio della strada a monte di Poggio Picenze con un allargamento dell’attuale statale 17.
Lo studio di fattibilità proposto dai Comuni e approvato dalla struttura tecnica di missione del ministero dei Trasporti fa invece passare il tracciato a valle di Poggio Picenze in corrispondenza della zona industriale.
A non essere più d’accordo con questo progetto il Comune di Fossa che a marzo scorso ha votato all’unanimità contro lo studio di fattibilità inizialmente appoggiato dal sindaco, Antonio Gentile, che in vista dell’incontro di domani tuttavia si dice “aperto a valutare insieme al suo Consiglio qualsiasi proposta purché si scelga la migliore per il territorio, ascoltando anche le esigenze dei cittadini e dei comitati”.
“Siamo disposti a ragionare sul tracciato bocciato – aggiunge – purché ci dimostrino che è il migliore. Non siamo chiusi al confronto”.
Anche il primo cittadino di Poggio Picenze, Antonello Gialloreto, fresco di insediamento, per ora ci va cauto.
“Siamo un’amministrazione giovane e siamo in Comune da soli tre mesi – spiega – La situazione non è ancora molto chiara, quindi vogliamo attendere la risultante della riunione di domani prima di prendere una posizione chiara e capirci di più. Siamo aperti in ogni caso a vagliare tutte le proposte, ma la decisione andrà condivisa con la popolazione con incontri e assemblee. Si tratta di una scelta strategica e fondamentale per il paese”.
Più categorico il sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, che resta contrario al progetto dei Comuni: “Siamo favorevoli al primo tracciato proposto da Anas. Quello alternativo è uno sfacelo ambientale oltre che troppo costoso. Abbiamo soldi fermi e un progetto cantierabile già finanziato da 10 anni che per noi va benissimo e che transita sulla attuale statale 17”.
Tra i sindaci che invece appoggiano lo studio di fattibilità proposto dai Comuni alla struttura tecnica di missione del ministero, Domenico Nardis, primo cittadino di Villa Sant’Angelo.
“Va a costituire senza dubbio un valore aggiunto per tutto il territorio – spiega – Non solo in temini di viabilità che sarebbe molto più veloce se trasferita a valle dell’attuale statale 17, ma anche in termini di attrattiva per le imprese”.
“Se si metterranno a sistema i nulcei industriali di Bazzano e Fossa con una linea veloce – aggiunge – Anche l’economia ne risentirà positivamente. AIn occasione della riunione di domani si dovrà fare il punto e cercare di conciliare le esigenze dei territori direttamente interessati che sono Poggio Picenze, Fossa e Barisciano”.






