L’AQUILA – Riguarda anche l’Abruzzo, e in particolare la provincia dell’Aquila, la maxi operazione di polizia coordinata dall’antimafia di Catanzaro contro la ‘ndrangheta. 

Gli agenti del Servizio centrale operativo (Sco) e della questura di Catanzaro, sotto le direttive del direttore Alessandro Giuliano e del questore Andrea Grassi, hanno eseguito 31 arresti tra Vibo Valentia e le province di Reggio Calabria, Palermo, Roma, Bologna, Prato, Livorno, Alessandria, Brescia, Nuoro, Milano, Udine e appunto L’Aquila. 

Oltre 200 i poliziotti impegnati nell’operazione “Rimpiazzo”. E ieri è arrivata una nuova ordinanza di custodia cautelare per due detenuti già da tempo rinchiusi nel carcere delle Costarelle di Preturo.

Le accuse vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso, al concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e rapina, aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, lesioni pluriaggravate, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Colpita la cosca dei Piscopisani della quale nel corso di un processo un super testimone (tra l’altro detenuto proprio nel carcere dell’Aquila) aveva parlato dell’alleanza con un’altra famiglia calabrese e degli interessi nei subappalti della ricostruzione post terremoto.

La cosca voleva rimpiazzare quella dei Mancuso, storicamente dominante sul territorio, nel controllo delle attività illecite in una vasta area comprendente Vibo Valentia ed alcune frazioni. Il tentativo dei “piscopisani” di spodestare i Mancuso fu la causa di uno scontro tra i due gruppi che provocò anche alcuni omicidi.

Il clan dei Piscopisani avrebbe posto in essere, a iniziare dal 2010, azioni tese a contrastare il predominio criminale della nota famiglia egemone da anni su Limbadi e su tutta la provincia di Vibo Valentia, con proiezioni sul territorio nazionale. Le attività investigative hanno permesso di scoprire una base operativa a Bologna (dove sono state già sequestrate armi) e collegamenti con Palermo, dove i Piscopisani ‘piazzavano’ cocaina (già sequestrata durante le indagini).

Fondamentali per ricostruire l’organigramma del clan, come le linee di approvvigionamento di droga ed armi e il giro d’affari, sono state le dichiarazioni di collaboratori di giustizia come il boss di Vibo, Andrea Mantella,  Raffaele Moscato e Daniele Bono.

In giornata è arrivato il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Grazie alle nostre forze dell’ordine e agli inquirenti! Operazioni di questo tipo mandano un segnale preciso ai clan: c’è tolleranza zero, lo Stato è più forte di voi”.

Di seguito i nomi degli arrestati

Michele Fiorillo, 33 anni, alias “Zarrillo” (già condannato a 8 anni per l’operazione “Crimine” della Dda di Reggio Calabria), di Piscopio;
Benito La Bella, 31 anni, di Piscopio;
Nicola Barba, detto “Cola”, 67 anni, di Vibo Valentia, residente a Bivona;
Giuseppe Salvatore Galati, 55 anni, detto “Pino” (già condannato in “Crimine”), di Piscopio;
Salvatore Vita, 44 anni, di Vibo Marina (già condannato per l’operazione “Lybra”);
Rosario Battaglia, 35 anni, uno dei vertici del locale di Piscopio;
Nazzareno Colace, 55 anni, di Portosalvo;
Angelo David, 36 anni, di Piscopio;
Ippolito Fortuna, 59 anni, di Vibo Marina (già coinvolto nell’operazione antidroga “Stammer 2”);
Francesco Tassone, 42 anni, imprenditore agricolo residente a Vibo;
Giovanni Battaglia, 36 anni, di Piscopio;
Francesco D’Ascoli, 48 anni, di Piscopio;
Stefano Farfaglia, 36 anni, di Piscopio;
Francesco Felice, 26 anni, di Piscopio;
Nazzareno Fiorillo, 54 anni, detto “U Tartaru”, di Piscopio;
Rosario Fiorillo, 30 anni, detto “Pulcino”, di Piscopio;
Francesco Fortuna, 25 anni, di Vibo Marina;
Maria Concetta Fortuna, 61 anni, di Piscopio;
 Sacha Fortuna, 40 anni, di Vibo, residente nel Bolognese (fratello di Davide Fortuna, ucciso nel 2012 sulla spiaggia di Vibo Marina);
Nazzareno Fortuna, 30 anni, di Piscopio;
Giovanni Giardina, 41 anni;
Francesco La Bella, 46 anni, di Piscopio;
Mario Lo Iacono, 38 anni;
Cosmo Michele Mancuso, 70 anni, di Limbadi;
Pantaleone Mancuso, 58 anni, detto “Scarpuni”, di Limbadi, residente a Nicotera Marina;
Nazzareno Pannace, 30 anni;
Francesco Popillo, 34 anni;
Francesco Romano, 33 anni;
Gaetano Rubino, 39 anni;
Pierluigi Sorrentino, 29 anni;
Michele Staropoli, 53 anni.