AVEZZANO – La Sala del Regno di Avezzano (L’Aquila) era gremita di gente per l’ultimo saluto sabato pomeriggio a Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila), scomparso nel nulla l’1 febbraio e ritrovato morto sabato 22 lungo le rive del fiume Giovenco.
La morte dell’uomo ha colpito molto un’intera comunità, che per giorni ha sperato in una positiva risoluzione della vicenda,
D’Orazio, come riporta Marsicalive, era testimone di Geova ed è stato accompagnato a spalla nella Sala del Regno dove ad accoglierlo c’erano non solo i familiari ma anche i tanti amici con i quali condivideva la fede e si era più volte si era ritrovato.
“L’anima si è persa, l’anima può davvero morire? – Si è chiesto Mario Vitale, membro della congregazione cristiana dei testimoni di Geova – Per capire questo concetto bisogna leggere delle scritture come la genesi dove Dio punisce Adamo. Ma per comprendere questo sono importanti anche altri passaggi sempre della Genesi. Noi che siamo un essere vivente quando ci viene a togliere lo spirito della vita torniamo alla polvere, alla non esistenza. Dove pensate che sia andato l’essere umano morto? La fine che attende gli animali attende anche gli uomini. I morti non ricevono alcuna ricompensa”.
A interrogarsi sulla tragica morte di Collinzio D’Orazio i tanti intervenuti che poi hanno accompagnato la salma nel suo paese di origine per la sepoltura. C’era anche il sindaco di San Benedetto, Quirino D’Orazio, che nei giorni delle ricerche ha invitato a non lasciare intentata nessuna strada.
Intanto procede l’attività investigativa per capire cosa sia successo quella sera all’uomo, che dopo una serata al bar del paese, era stato visto prima dai Carabinieri alticcio e quindi riaccompagnato a casa, dove però non è rientrato.
È tornato di nuovo in piazza, dove ha incontrato due giovani del posto, Mirko Caniglia e Fabio Sante Mostacci, che avendolo visto confuso gli hanno offerto un passaggio a casa e hanno poi riferito di averlo lasciato alla periferia del paese.
I due giovani sono stati indagati in un primo momento con l’accusa di omicidio, permutata poi in abbandono di persona incapace.
Sul corpo è stata effettuato l’esame autoptico che dovrà stabilire la natura di alcune lesioni e soprattutto l’eventuale presenza di acqua nei polmoni.
Del caso si sta occupando anche la trasmissione “Chi l’ha visto” che aveva intervistato nelle scorse settimane sia i due giovani che i familiari dell’uomo; il padre di D’Orazio era convinto in un primo momento che il figlio si fosse allontanato volontariamente, probabilmente per cercare di cambiare vita.




