Se c’è un’invenzione che ha fatto la Storia, quella con la S maiuscola, è indubbiamente la radio, capace di cambiare il modo che abbiamo di comunicare. La sua ideazione ha richiesto diverse menti e altrettanti passaggi, tra ricerche scientifiche di vario genere e progressi tecnologici.

Diventata nel Secondo Dopoguerra un mezzo di comunicazione di massa, la radio ha saputo evolversi notevolmente da quando Guglielmo Marconi l’ha per primo brevettata. Oggi sono molteplici le versioni disponibili anche per le auto, con apparecchi classici o più innovativi, i quali offrono la possibilità di collegarli anche ai dispositivi digitali.

Quando si viaggia in macchina, per la maggior parte delle persone che si trovano al volante, appare più piacevole e persino sicuro farlo con una buona dose di compagnia, capace di mantenere desta l’attenzione e di renderci più rilassati.

Una sensazione di sicurezza che appare ulteriormente avvertita dall’automobilista quando questi ha sottoscritto una polizza RC auto capace di dare un sostegno concreto in diverse situazioni impreviste, come ad esempio quelle dove è necessario avvalersi del soccorso stradale.

Ascoltare la radio è semplicemente l’ideale, quando ci si trova alla guida. In questo articolo scopriamo qualcosa di più su un mezzo di comunicazione che accompagna tante persone durante i propri viaggi, lunghi e brevi, con discrezione, gioia e persino facendo riflettere. Non diversamente, in fondo, dalla sensazione che ci da disporre di una buona polizza RCA.

L’invenzione della radio

L’invenzione della radio ha visto due figure importanti, agli estremi opposti del mondo, procedere di pari passo al suo sviluppo: l’italiano Marconi e il russo Popov, attivo a San Pietroburgo.

Erano gli ultimi anni del Novecento e Marconi, visto il disinteresse delle autorità italiane per le sue ricerche, si è trovato costretto a trasferirsi a Londra per ultimare il lavoro. Presenta la richiesta di brevetto per quanto riguarda la telegrafia senza fili, ovvero il prototipo della radio, il 5 marzo del 1896 nella capitale del Regno Unito.

Popov arriva secondo: trasmette la prima comunicazione poche settimane dopo. Marconi è stato premiato con il Nobel nel 1909, per il suo apporto alla scienza. Sulle sue intuizioni molti sono stati scettici, fino a quando non è riuscito a far passare il segnale attraversando l’Oceano Atlantico.

L’importanza della radio nella storia

L’importanza della radio nella storia è da ricercare in diverse motivazioni:

●       Ha dato sviluppi a invenzioni successive, in particolare la televisione;

●       Ha permesso alle persone di comunicare agli antipodi del pianeta, cosa fino a quel momento impensabile;

●       La sua applicazione ha riguardato anche il settore navale, dove ha reso possibile ridurre i tempi delle chiamate SOS e il relativo invio di soccorsi.

Per non parlare del fatto che negli anni è diventata, con l’uso domestico, un mezzo di intrattenimento e informazione, portando allo sviluppo di nuove forme artistiche, in particolare quelle musicali. È inoltre stata e per molti versi lo è ancora, uno dei cardini della propaganda politica e del giornalismo.

Radio e autoradio

Una delle applicazioni più interessanti dell’apparecchio radiofonico è quella che è stata realizzata nel settore automotive. I primi a intuirne il potenziale sono stati due fratelli, Paul e Joseph Galvi, gli artefici del primo modello per auto nel 1930.

Alcuni anni dopo è stato introdotto il primo dispositivo di design. La posizione originaria dell’autoradio era nella parte posteriore, nel bagagliaio.

La prima innovazione importante risale al 1936, quando viene aggiunta una ricetrasmittente, un progresso che viene conseguito in America. Bisogna attendere però gli anni Sessanta per avere i primi modelli dotati di transistor.

A dare uno sviluppo decisivo ai modelli di radio per le auto è stato ancora una volta un italiano, Federico Faggin, il primo a creare un processore attivo nella ricerca e nella memorizzazione delle stazioni radio.

Nel 1963 viene prodotta la prima radio con musicassetta, mentre per la versione con lettore cd è necessario attendere gli anni Ottanta. La diffusione dell’autoradio nel consumo di massa avviene invece a partire dagli anni Settanta, senza mai perdere di valore fino ai giorni nostri.

Nell’epoca attuale a farla da padrone sono soprattutto le autoradio digitali, predisposte per risultare integrate nelle auto di nuova fabbricazione e facilmente gestibili dal volante. I modelli più attuali sono dotati di collegamento USB e Bluetooth, risultando collegabili anche al cellulare e alle sue applicazioni.

Ascoltare l’autoradio oggi

Il valore aggiunto di ascoltare l’autoradio oggi risiede in molteplici fattori, su tutti quello di sapere di avere una compagna di viaggio affidabile, piacevole e personalizzabile a propria immagine e somiglianza durante i momenti del viaggio.

Non a caso le fasce maggiori di ascolto sono quelle della prima mattina, quando molte persone si recano al lavoro, e della prima serata, dopo le 18, quando invece in tanti tornano a casa.

I programmi più ascoltati sono quelli musicali. Questo perché, come dimostrano diverse ricerche scientifiche internazionali, la musica presenta benefici sia per il corpo che per la mente, in particolare mentre si guida. Questi studi hanno posto l’attenzione sul fatto che l’ascolto della musica ha effetti positivi sul sistema immunitario e sulla gestione dello stress, attraverso l’aumento della produzione di immunoglobulina A e dei linfociti nonché con una riduzione del cortisolo, l’ormone responsabile dello stress. La musica favorisce inoltre la produzione di ossitocina, un ormone a cui è legata la percezione di felicità e amore.

Possiamo quindi concludere che ascoltare musica mentre si viaggia in auto fa bene, non ci sono dubbi e lo conferma anche la scienza.

Molte persone approfittano delle piattaforme radiofoniche per rimanere aggiornati sui fatti del mondo, per seguire un podcast o un audiolibro. Soluzioni tutte ampiamente personalizzabili, nell’epoca odierna, capaci di rendere più gradevole il viaggio.