PESCARA – “Il sistema delle borse di studio ancora non supera la dicotomia tra idonei e beneficiari e costringe molti all’abbandono, la difficile fruibilità dei servizi per gli studenti, come quello dell’assistenza sanitaria e del necessario potenziamento dei servizi di Placement, per diminuire la distanza tra il mondo dell’Università e quello del lavoro, la necessità di rafforzare l’internazionalizzazione, migliorando il servizio Erasmus, che da anni presenta problemi evidenti”.
È il quadro che dipingono gli studenti e rappresentanti non associati dell’Università “G. D’Annunzio” – Pescara e che come forma di protesta hanno lasciato l’aula durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019, per “non renderci complici di queste mancanze”.
All’evento hanno preso parte il rettore Sergio Caputi, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, Enzo Fimiani e a nome degli studenti dell’ateneo Simone Masci.
A tenere la lectio magistralis è stato il professor Gian Gabriele Ori, ordinario di Geologia Stratigrafica e sedimentologica, a cui è seguita la testimonianza del neo-laureato dell’ateneo Mattia Russel Pantalone MD PhD Student, Clinical Scientist Training Program al Karolinska Institutet di Stoccolma, che sta portando avanti una ricerca per trovare un possibile farmaco contro i tumori.
“Un ritratto felice dell’Università”, anche se la realtà è “ben distante”, come scrivono gli studenti nella nota.
LA NOTA COMPLETA
Come ogni anno, oggi si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico presso la nostra università “G. D’Annunzio”. Sono intervenuti il Magnifico Rettore, un rappresentante del personale tecnico- amministrativo e un rappresentante degli studenti, oltre alla lectio magistralis del Professor Ori, all’intervento di un neo laureato e al riconoscimento de L’Ordine della Minerva al maestro Mogol. Una manifestazione che sembra non considerare gli studenti, minimamente rappresentati anche all’interno dell’aula magna del campus di Chieti.
Ne è venuto fuori un ritratto felice dell’università, un ateneo in crescita sotto tutti i punti di vista, che dà spazio di confronto agli studenti, che sembra essere sul punto di risolvere tutti i suoi problemi. Questa immagine è quella che anche a noi piacerebbe descrivere, ma la realtà è ben distante. Ci sarebbe bisogno di una riflessione critica delle problematiche più sentite dagli studenti, come il sistema delle borse di studio, che ancora non supera la dicotomia tra idonei e beneficiari e che costringe molti all’abbandono, proseguendo con la difficile fruibilità dei servizi per gli studenti, come quello dell’assistenza sanitaria e del necessario potenziamento dei servizi di Placement, per diminuire la distanza tra il mondo dell’Università e quello del lavoro. Inoltre si dovrebbe rafforzare l’internazionalizzazione, migliorando il servizio Erasmus, che da anni presenta problemi evidenti.
È necessario anche migliorare le certificazioni linguistiche, permettendo agli studenti di tutto l’Ateneo di accrescere le proprie competenze, implementando le certificazioni C1 e C2 ed esentando dal pagamento gli studenti del dipartimento di lingue. A queste problematiche si aggiungono le varie carenze delle strutture, in particolare quelle del campus di Pescara, dove gli spazi aggregativi e quelli didattici risultano carenti sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Le barriere architettoniche continuano a rendere difficoltoso il diritto allo studio di una parte degli studenti, i collegamenti tra le due sedi sono pochi e malfunzionanti, non vi è nessuna agevolazione concreta che riguardi i trasporti locali per gli iscritti all’Ateneo, inoltre manca una completa comunicazione tra i due campus anche a livello di uffici, che creano così dei corto circuiti burocratici.
Alle citazioni retoriche utilizzate oggi dal rappresentante degli studenti, designato dall’amministrazione per parlare a nome di tutti i suoi colleghi universitari, avremmo preferito una onesta e attenta analisi delle evidenti criticità del nostro Ateneo, che sono state tralasciate durante la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Abbiamo presenziato a questo evento e, come forma di protesta, abbiamo lasciato l’aula per non renderci complici di queste mancanze. Riteniamo necessaria la formazione di tavoli di lavoro in cui si interfaccino le varie componenti accademiche, al fine di creare un dibattito serio atto a sviscerare delle tematiche troppo spesso aggirate.






