L’AQUILA – “Dopo averci promesso di soprassedere sulla Variante per la “necessità di approfondire la micro zonazione sismica” continuano le proposte estemporanee del neoassessore all’Urbanistica Francesco De Santis della Lega. Siamo agli albori della nuova urbanistica, tutta rivolta al privato e alle sue più bieche esigenze da contrattare ‘brevi manu’ con l’assessore competente senza lungaggini burocratiche e senza troppa pubblicità”.

Lo scrive in una nota il Comitatus aquilanus, in riferimento al bando per la retrocessione delle aree edificabili e di quelle oggetto di vincoli decaduti a uso agricolo o verde privato

LA NOTA 

Dopo averci propinato l’estensione di due anacronistiche normative a suo tempo finalizzate all’emergenza economica sul recupero d’uso e statico energetico di manufatti esistenti estendendole all’intero territorio comunale ,ha finalmente varato una “manovra per il contenimento del consumo di suolo”:  un bando per la retrocessione delle aree edificabili e di quelle oggetto di vincoli decaduti a uso agricolo o verde privato con la scadenza perentoria del 30 aprile 2023.

Siamo agli albori della nuova urbanistica, tutta rivolta al privato e alle sue più bieche esigenze da contrattare “brevi manu” con l’assessore competente senza lungaggini burocratiche e senza troppa pubblicità .

La Pianificazione come costruzione di un processo condiviso per delineare in uno scenario certo gli obiettivi strategici della città e dei suoi cittadini è ormai passata di moda e quei pochi che si ostinano a proporre una riflessione comune, organica e pubblica vengono stigmatizzati come  nostalgici .

E anche noi tra questi ci siamo sentiti in dovere di sollevare comunque le seguenti obiezioni :

1) Il recupero di quei due Decreti è ultroneo ed inutile in quanto  non è stato utilizzato in gran parte dei comuni e oggi rischia solo di provocare contenziosi e impugnative tra privati;

2) La Carta della micro zonazione sismica attuale è già sufficiente per accelerare quella Variante organica di cui la Città ha estrema urgenza;

3) Sarebbe anzi il caso di impostare su di essa e sulle aree a rischio una organica ( e certo, in questo caso, più consistente e lungimirante !!) manovra di recupero di territori agricoli, partendo, dai Piani CASE localizzati in aree alluvionali e a massimo rischio di amplificazione sismica, per poi  demolire o delocalizzare tutti quei capannoni inutili in disuso nelle aree industriali e, quindi, non sanare le migliaia di casette a tempo (che invece attraverso una fantomatica linea giuridica di stabilizzazione la stessa Giunta vuole riassorbire !!);

Il Bando per la retrocessione merita però una particolare attenzione proprio perché riesce a condensare tutta una serie di illegittimità che rischiano di configurare quanto meno l’abuso di potere e il voto di scambio. A tale riguardo veniamo sommessamente a far rilevare che :

1) Con la decadenza Costituzionale della Variante a suo  tempo predisposta per le cosiddette “zone bianche” queste sono già retrocesse e all’art.89 della L.R. 70/95 trovano già più certi riferimenti urbanistici (quelli  previsti dall’art. 4, ultimo comma, lett. a), la cui ammissibilità è regolata dal titolo VII della legge, e b) della legge n. 10 del 1977);

2) La scadenza perentoria per una probabile accelerazione per pochi adepti informati configura  un anomalo rapporto tra interessato al declassamento e assessore o Giunta Comunale.;

3) L’accoglimento infatti entro 120 giorni di quest’ultime con il rigetto di tutte quelle eventuali tardive delineano quel probabile abuso di potere con conseguente voto di scambio in contrasto con i principi di astrattezza, organicità e perseguimento dell’interesse pubblico propri  della Pianificazione;

4) Tutta la procedura inoltre viene ad essere in contrasto con la stessa Legge urbanistica regionale che  all’art. 35 impone ai Consiglieri di non  partecipare all’adozione se si è “interessati”.

5) Resta fermo ed inevitabile il dubbio su un conseguente “abuso di potere” nell’esclusione dei ritardatari come quello del “voto di scambio” per “ i solleciti” ;

Infine  al fine di dare il nostro fattivo contributo per raggiungere la strategica e positiva finalità della riduzione del consumo di suolo suggeriamo di rafforzare tutta la normativa che con riferimento all’aggiornata Carta dell’Uso del Suolo per le zone agricole, anche periurbane , consente di fare solo interventi finalizzati alla conduzione del fondo .

Predisporre 1-un Piano organico per la dismissione dei comparti del Piano CASE ,dei capannoni industriali e delle casette a tempo in contrasto con la tutela delle zone agricole, con l’art. 80 della L:R. 18/83 , con i rischi alluvionali e con quelli sismici .

Comunque stralciare le deroghe in quanto tutte insieme finiscono per danneggiare il territorio in tutte le sue componenti e primariamente nel suo aspetto paesaggistico ed ambientale, in contrasto con l’art. 9 della Costituzione.

Da ultimo, infatti,rammentiamo che le stesse eccezioni/deroghe reiterate vengono a compromettere l’imprescindibile e obbligata visione organica di sintesi  necessaria a ricondurre ad un assetto coerente ed ecocompatibile i molteplici interessi che afferiscono al governo pubblico del territorio ivi compresi tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (art. 117 secondo comma, lett. s  Costituzione).