TERAMO – “Sviluppare e promuovere interventi nel mondo della scuola per rafforzare la soggettività docente di ogni identità sessuale con iniziative dirette a favorire la visibilità della cultura delle donne e del mondo Lgbt sia nel campo del sapere sia del ‘saper fare'”.
E’ uno dei passaggi del regolamento della Consulta comunale per le Pari opportunità, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale di Teramo. La Consulta, composta da 4 membri eletti all’interno del Consiglio comunale 5 eletti dal Consiglio comunale, secondo le intenzioni, ha come obiettivo il superamento di “ogni discriminazione nei confronti delle identità sessuali ritenute più deboli”.
Si sono astenuti dal votare la delibera i consiglieri di opposizione di centrodestra e Movimento 5 stelle, questi ultimi specificando come “l’aver preteso che quattro membri della Consulta per le pari opportunità siano individuati tra i consiglieri comunali, invece che, come proposto, tra esponenti della società civile con adeguata preparazione, e l’aver stabilito che il presidente sia eletto fra i consiglieri riduce la commissione a mero organo di controllo di parte politica”.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Cpo della Provincia di Teramo, Tania Bonnici Castelli. “Dopo 31 anni di attesa – scrive in una nota -, il consiglio comunale ha finalmente approvato un provvedimento che personalmente mi emoziona molto e mi rimanda al quell’ottobre del 1986, quando fui incaricata dall’allora giunta D’Ignazio di rappresentare il Comune di Teramo a Roma davanti alla presidente della Cpo nazionale, Elena Marinucci”.
“Istituire una Commissione Pari Opportunità comunale a Teramo allora sembrava cosa fatta – spiega -. L’approvazione della Cpo fu messa all’ordine del giorno di ogni consiglio comunale ma sempre all’ultimo posto, mai discussa e alla fine dimenticata, mentre la Provincia di Teramo, nel 1987, istituiva la sua. Ci sono voluti trent’anni per colmare questo gap ma oggi, grazie alla sensibilità dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto, sul nostro territorio nasce una nuova Commissione Pari Opportunità comunale, destinata a far parte dell’unica, grande rete provinciale che si impegna a sconfiggere ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne”.
Nel regolamento vengono elencate tutte le finalità e le iniziative delle Consulta. Tra queste la rimozione di ogni discriminazione fondata sul genere o sull’orientamento sessuale nelle nomine di competenza dell’Ente; la diffusione della cultura delle pari opportunità attraverso iniziative sociali e culturali volte al mondo della scuola, del lavoro della politica, dell’associazionismo e dei servizi; la promozione di indagini e ricerche sui percorsi dell’attività femminile e sulla condizione delle donne nel territorio comunale; la promozione sul territorio e nella scuola azioni per prevenire fenomeni dell’omofobia, del razzismo e della discriminazione razziale attraverso una corretta educazione al rispetto e al sentimento; il contrasto della cultura della violenza e dell’assoggettamento del corpo delle donne, dei bambini, degli omosessuali, dei transessuali e di ogni altra identità sessuale; la promozione e la realizzazione di azioni positive volte a rimuovere le discriminazione verso i diversamente abili.
Nel Bilancio di previsione è previsto un apposito capitolo di spesa per le attività della Consulta che può essere incrementato da contributi di Enti, Istituzioni pubbliche o private e privati cittadini, mentre la partecipazione alla Consulta è gratuita e volontaria e non dà diritto a compensi o rimborsi.




