L’AQUILA – “Penso che quando si fanno gli accordi, si mantengono. Salvini ad Atreju rispondendo ad una domanda di Mentana su come giustifichi agli alleati che a Roma governi coi Cinque stelle e sui territori si allei col centrodestra, ha detto di aver firmato un contratto e di cercare di onorarlo. Noi abbiamo firmato un patto di coalizione”.

Il coordinatore provinciale di Chieti di Fratelli d’Italia Antonio Tavani non appare preoccupato del fatto che la spartizione del tavolo nazionale del centrodestra in base alla quale in Abruzzo sarà il partito della Meloni a indicare il candidato presidente, possa essere rivista alla luce dei malesseri espressi dagli alleati, tuttavia rientrati dopo le primissime prese di posizione.

Tra i papabili che il partito incaricato di esprimere il candidato governatore potrebbe fare per le elezioni del 10 febbraio prossimo, l’ex sindaco di Fara San Martino (Chieti), candidato al Senato alle politiche del 4 marzo scorso, ad AbruzzoWeb dice che “non mi interessa di essere nella rosa, nella terna, quaterna o cinquina, questo partito ha le competenze per governare e a chi è stato consigliere comunale, sindaco o consigliere regionale, non può far paura governare la Regione”, e annuncia che i coordinatori regionali Giandonato Morra ed Etelwardo Sigismondi, “nei prossimi giorni inizieranno un giro di ascolto di coordinatori provinciali e classe dirigente, noi siamo quelli di 7 anni fa, eravamo dieci, poi mille e ora molti di più, ma manteniamo la stessa umiltà e condivideremo la scelta con gli alleati”.

“Troviamo la persona che garantisca l’unità, questo centrodestra si presenta e governa insieme da ventiquattro anni, cioè dal 1994”, fa osservare, “Casa delle libertà, Popolo delle libertà, centrodestra, tutte le vicissitudini ci hanno sempre visto dalla stessa parte della barricata, ed è stata una bella notizia politica per l’Abruzzo il fatto che si sia confermata questa unità, che poteva anche essere messa in discussione”.

“I patti”, chiarisce Tavani, “producono risultati che non sono solo per l’Abruzzo, quello che avverrà dopo le regionali e le europee potrebbe interessare anche il governo, e noi dobbiamo vincere quattro regioni e otterremmo due risultati: uno più generale di aver riportato il centrodestra alla guida delle Regioni, e l’altro è che abbiamo eletto il primo presidente di Regione in Italia di Fratelli d’Italia, poi non sono così ingenuo da credere che il patto non possa essere irreversibile, ma se qualcuno pensa di lavorare per renderlo reversibile sbaglia”.

Tornando all’unità, per Tavani “è una cosa che deve far temere al centrosinistra e ai cinque stelle, questa coalizione insieme credo che faccia paura, nel senso che possa dire la sua il prossimo 10 febbraio – aggiunge Tavani – sul fatto che tocchi a noi, sposerei le parole di Mauro Febbo, di cosa ci vogliamo scandalizzare? Che ci siano malumori è normale, ci sarebbero stati in qualsiasi altro partito che non avesse avuto la responsabilità di indicare il candidato”.

“L’obiettivo più alto rimane l’Abruzzo, per il quale dobbiamo evitare due pericoli – fa osservare il coordinatore provinciale di Fdi – il ritorno della sinistra cialtrona e il pressapochismo di chi crea la classe dirigente dietro ad un monitor, non è vero che se non è sinistra è Cinque stelle, perché i Cinque stelle hanno da anni consiglieri regionali e parlamentari, ma non ricordo una sola proposta pro Abruzzo, se vogliamo continuare a parlare di reddito di cittadinanza e vitalizi a vita, facciamolo”.