L’AQUILA – Istituire uno Sportello immigrati e una Consulta comunale dell’immigrazione.
Sono le proposte della consigliera comunale straniera dell’Aquila Edlira Banushaj.
“Principale finalità dello Sporello è facilitare l’integrazione degli stranieri attraverso la loro assistenza sociale, economica, sanitaria e legale anche con azioni di promozione e sostegno dell’inclusione sociale e di lotta alle discriminazioni affinché, attraverso l’inserimento nel contesto locale, possa essere garantito il diritto ed il dovere di una convivenza civile”, ha spiegato la Banushaj.
“Gli stranieri che arrivano nel nostro Paese per motivi fondamentalmente di ricerca del lavoro o di ricongiungimento familiare, nel caso soprattutto di donne e minori, hanno la necessità di imparare a convivere con una lingua diversa, con una cultura e con stili di vita differenti”, ha aggiunto.
“Hanno l’esigenza di costruire nuove relazioni sociali e nuove amicizie cercando di contrastare il fenomeno delle discriminazioni che spesso si manifestano maggiormente tra le giovani generazioni. Per gli adulti, lingua e regole di convivenza civile divengono fondamentali per sottrarsi ai pericoli relativi alla mancata tutela dei propri diritti o la conoscenza dei doveri, mentre una maggiore padronanza del linguaggio può renderli maggiormente sicuri e operosi nelle attività che quotidianamente svolgono”.
“Per i minori, il primo luogo d’interazione diventa invece la scuola, che funge da centro di aggregazione e punto di riferimento per intraprendere un processo di integrazione sociale a tutto tondo che vada dall’acquisizione degli elementi distintivi del sistema Paese (lingua, cultura) a quella di competenze e conoscenze che consentano loro un inserimento futuro nel mondo del lavoro. Le iniziative di sensibilizzazione e di creazione anche di momenti di scambio e dialogo interculturale che il progetto intende presentare passano, inoltre, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani italiani e delle famiglie dal momento che un reale processo di integrazione non può prescindere dal loro interessamento”, ha concluso la consigliera.
La Consulta comunale dell’immigrazione, spiega poi la Banushaj, dovrebbe “esprime pareri in ordine alle iniziative e agli interventi comunali e territoriali in materia di immigrazione, nell’ambito dei piani e dei programmi in materia socio-sanitaria, orientamento e formazione professionale, diritto allo studio, educazione permanente, edilizia residenziale pubblica; a ogni altro argomento sottopostole dai competenti organi del Comune”.
E, ancora, formulare proposte riguardanti “gli studi, le ricerche e le indagini sul fenomeno migratorio; gli incontri e le iniziative concernenti il fenomeno migratorio anche in collaborazione con analoghe consulte di altri Comuni, con il Governo, con gli Organismi dell’Unione europea, con gli Enti di Ambito sociale determinati dalla Regione Abruzzo ai sensi della legge n. 328/2000 e le province, con le associazioni; la partecipazione a eventi nazionali o internazionali organizzati in materia di immigrazione da istituzioni pubbliche o private, nazionali, europee o internazionali; l’adeguamento di leggi e provvedimenti regionali in materia di immigrazione; le iniziative e i provvedimenti della Regione e degli Enti di Ambito sociale determinati dalla Regione Abruzzo ai sensi della legge n. 328/2000 e le province, volti a garantire i diritti degli stranieri immigrati in campo sociale, culturale, scolastico, sanitario, abitativo, economico e religioso”.




