L’AQUILA – “Nessuna forza politica riesce a capire quando D’Alfonso si dovrà dimettere, ma in ogni caso tutta la vicenda è stata ingrandita e strumentalizzata in modo ridicolo; noi continuiamo a lavorare come sempre, per il territorio e in vista delle prossime elezioni, che probabilmente si svolgeranno a dicembre di quest’anno, abbiamo già in mente un candidato che potrebbe guidare il centrosinistra e la Regione per i prossimi 5 anni”.

Il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, commenta così la notizia dell’incompatibilità del presidente della Regione Abruzzo e senatore Pd, Luciano D’Alfonso, dichiarata ieri dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, che a maggioranza ha fissato “un termine di tre giorni per l’esercizio del diritto di opzione da parte del senatore interessato”.

Quando Pietrucci parla di poca chiarezza sulla data esatta in cui il presidente dovrà dimettersi, Pietrucci si riferisce alle dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, che ieri ha scritto in una nota: “L’astensione del Pd nella Giunta delle elezioni ha sostanzialmente allungato i tempi della decadenza di D’Alfonso”, dal momento che non essendoci stata una presa d’atto unanime, l’organismo dovrà riunirsi di nuovo. 

“La notizia è una non notizia, nel senso che ha lasciato basiti tutti perché ci sono pareri discordanti per il ‘quando’ si dovrà dimettere e siamo ancora nell’incertezza totale, ma in ogni caso – ci tiene a sottolineare il consigliere aquilano ad AbruzzoWeb – è un falso problema, è ridicolo che, soprattutto da parte di alcuni gruppi politici, si stia strumentalizzando questa cosa, forse lo avrei fatto anch’io stando all’opposizione, ma bisogna ribadire che D’Alfonso non percepisce un euro in più dallo Stato per il doppio incarico; l’indennità è la stessa rispetto a quella che aveva prima, è solo un aggravio di tempo per lui, poiché deve dividersi tra Roma e l’Abruzzo, ma penso che stando nella Capitale potrebbe mettere in piedi una rete di relazioni e contatti importanti per la regione”.

“Stiamo portando organizzando grandi eventi per testimoniare i risultati che abbiamo raggiunto  in determinati campi strategici e importanti come la Sanità, la Cultura e l’Agricoltura. Sono sicuro che i candidati del territorio lavoreranno molto bene,  mi auguro si candideranno le migliori professionalità e auspico una grande scesa in campo, un grande leader che potrebbe guidare la Regione Abruzzo nei prossimi 5 anni e che potrà essere la migliore rappresentatività in termini di eccellenza e di qualità umane, ci sono molti nomi in questo senso, anche se si sta convergendo su un grande uomo in particolare, al quale, se ci saranno le condizioni, chiederemo una scesa in campo, che è un onore, ma anche un onere”, precisa Pietrucci che non fa alcun nome, ma il riferimento è, stando anche ai rumors delle ultime settimane, a Giovanni Legnini, attuale vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il cui mandato scade ad ottobre.

Le dimissioni di D’Alfonso, in ogni caso, fanno scattare i novanta giorni di tempo per tornare al voto, riaprendo così l’ipotesi di elezioni a dicembre, anziché a primavera 2019, scadenza naturale della legislatura alla quale il centrosinistra voleva giungere.

I tempi dettati dal regolamento del Consiglio regionale, che prevede che sia il vice presidente della Regione, d’intesa con il presidente dell’assemblea e quello della Corte d’Appello dell’Aquila a fissare la data del voto, secondo alcune interpretazioni potrebbero tuttavia allungarsi da novanta a centoventi giorni, per consentire ai sindaci dei Comuni superiori a cinquemila abitanti di dimettersi per potersi candidare al Consiglio regionale.

È in questa forbice temporale, dunque, che si concentrerà la campagna elettorale abruzzese, che per il centrosinistra in particolare è già iniziata da tempo.

“Noi continuiamo a lavorare come sempre, oggi ho inaugurato il centro vaccinazioni all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ho presentato la rassegna ovini, dopo settimane di duro lavoro per riuscire a salvare questa tradizione che ha quasi sessant’anni – aggiunge Pietrucci – Fare sciacallaggio politico su questa cosa è il compito delle opposizioni in fondo, mi dispiace solo che qualche cittadino ci caschi, ma mi rincuora il fatto che molti dicano ‘pensate a lavorare e non dite cose inutili su queste cose qui perché non ci interessano. Alle urne si tornerà probabilmente a dicembre, al massimo a inizio anno, ma noi siamo già pronti, abbiamo candidature valide e importanti, con un centrosinistra composto da professionalità, energie nuove e rinnovate”, conclude.