PESCARA – Ha donato fegato e reni la piccola Francesca, la bimba di 3 anni, residente a Scafa (Pescara), morta ieri all’ospedale di Pescara, cinque giorni dopo un incidente stradale, avvenuto mentre era in auto con la mamma.

Dopo l’assenso dei familiari le operazioni sono state eseguite questa mattina, tra le 5 e le 9. All’ospedale di Pescara sono arrivate equipe da Padova, dove sono andati fegato e un rene, e Roma, dove è andato l’altro rene. Gli organi della bambina danno nuova speranza a tre persone.

Le attività hanno coinvolto diversi reparti dell’ospedale, sotto la direzione del coordinatore aziendale trapianti, Rosamaria Zocaro, e con l supervisione del Centro regionale trapianti.

L’incidente era avvenuto domenica 8 luglio, in piena notte. Alla guida dell’auto su cui viaggiava la bimba, una Ford Fiesta, c’era la madre, che aveva perso il controllo del mezzo finendo contro un albero. La donna aveva riportato un politrauma ed era stata giudicata guaribiile in 25 giorni.

Le condizioni della figlia, invece, erano apparse subito più gravi e la bimba era stata ricoverata in Rianimazione in prognosi riservata. Ieri la certificazione del decesso, al termine del periodo di osservazione.

Ora che se n’è andata per sempre il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola, si è fatto interprete del dolore straziante di tutta la comunità e ha proclamato per oggi il lutto cittadino, chiedendo a tutti di partecipare.

Bandiere a mezz’asta sugli edifici degli enti pubblici e privati e stop alle manifestazioni in programma, fino alla fine dei funerali che saranno celebrati alle 17 nella chiesa parrocchiale Madonna del Carmelo.

Un tratto di corso Primo maggio sarà riservato ai parenti della famiglia Gerardi – D’Amico e ci sarà una postazione della Misericordia per qualsiasi evenienza.

Tutte le attività rimarranno chiuse durante la cerimonia, ad eccezione di quelle (compresa la farmacia) che devono garantire i servizi essenziali.

I bar lungo il corso saranno aperti, a disposizione di chi parteciperà al rito funebre. Scafa si ferma, quindi, di fronte alla tragica morte di un “angioletto”, come qualcuno ha scritto su Facebook.