L’AQUILA – “E’ clamorosa la decisione che la maggioranza del Governo regionale di Luciano D’Alfonso ha imposto oggi alla nostra Regione, invece di prendere atto dell’incompatibilità, sancita dall’art. 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale, e deliberare la conseguente contestazione di incompatibilità a Luciano D’Alfonso”.
Così i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi sull’esisto del consiglio regionale che con 16 no e 15 sì ha sancito la compatibilità del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, con il ruolo di senatore.
“Un atteggiamento di prepotenza istituzionale paradossale e in spregio della democrazia” continuano i 5 stelle “Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Ancora una volta la maggioranza pone la carriera politica del Presidente D’Alfonso davanti agli interessi della comunità abruzzese.
In una nota il comitato regionale del Partito della Rifondazione Comunista sottolinea che Liberi e Uguali “salva D’Alfonso”, con i voti dei consiglieri Marinella Sclocco e Mario Mazzocca ed “con quelli che fanno da ruota di scorta del peggiore PD non si ricostruirà certo una sinistra credibile”. “Per un soffio Luciano D’Alfonso rimane presidente della Regione e contemporaneamente senatore.
“Torniamo a rilanciare la proposta avanzata a suo tempo dal nostro segretario nazionale Maurizio Acerbo: D’Alfonso mostri finalmente un po’ di coraggio, rinunci alla carica di senatore e si ricandidi a presidente così gli abruzzesi potranno nelle urne esprimere il loro giudizio sul suo operato alla Regione”, concludono.





