CHIETI – Il tribunale amministrativo regionale (Tar) ha stabilito che è da rifare il contestato concorso per una cattedra della facoltà di Medicina dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara, che fu espletato all’epoca del rettore Carmine Di Ilio e del direttore generale Filippo Del Vecchio.
Il contenzioso va avanti da due anni e oggi, dopo una prima sentenza che l’Ateneo non avrebbe rispettato, i giudici amministrativi hanno intimato all’Università di “riprovvedere al riesame dei titoli” dei candidati con una commissione diversa, fatta di docenti esterni ed estratti a sorteggio, entro quindici giorni, pena l’arrivo di un commissario.
Nel 2016, ricorda Il Centro, il Tar aveva annullato la selezione perché la commissione non avrebbe fatto “una vera riunione” ma, dice la sentenza, “il presidente ha redatto tutto il verbale e compiuto le varie scelte, poi, meramente approvate dagli altri due commissari per email”.
Il giudici amministrativi, quindi, avevano ordinato un nuovo esame. Che, però, non sarebbe stato svolto: la ricorrente sostiene che “i nuovi verbali di predeterminazione dei criteri e valutazione dei candidati sarebbero una mera trascrizione dei corrispondenti atti precedentemente annullati, e perciò non vi sarebbe stato un vero e proprio ‘riprovvedere’ come imposto dalla sentenza”.
“Nei nuovi verbali – si legge infatti nella nuova sentenza – sono stati integralmente riprodotti i criteri precedentemente formulati e i giudizi attribuiti sulla base degli stessi. È quindi del tutto inverosimile che la commissione abbia proceduto, anche questa volta, a un riesame in modo collegiale”.
“Non è affatto probabile che in una dinamica collegiale il giudizio di due membri coincida totalmente con quello del presidente”, continua la sentenza.
Per il Tar, insomma, “si manifesta una palese violazione del giudicato” della prima sentenza che “imponeva di riesaminare in modo collegiale i titoli dei candidati. La commissione viceversa non ha proceduto a un riesame ma a una mera conferma collegiale della precedente determinazione”.
Sulla composizione della nuova commissione, il Tar afferma che “tutti i membri dovranno essere sostituiti, al fine di permettere una valutazione realmente nuova”, e “per garantire la massima imparzialità tra le parti in giudizio dovrà essere composta da tre professori di prima fascia tutti esterni all’ateneo e individuati tramite sorteggio”.






