L’AQUILA – Nessun taglio del nastro per la seggiovia delle Fontari a Campo Imperatore e il contestuale avvio della stagione sciistica, che era stato annunciato per ieri mattina.

Uno slittamento a cui i cittadini aquilani si sono ormai abituati anche se a molti, soprattutto gli operatori turistici, è rimasto l’amaro in bocca, per i continui annunci e le rassicurazioni da parte del Comune, che stridono con il silenzio degli ultimi mesi di Domenico De Nardis, amministratore del Centro turistico del Gran Sasso, la partecipata del Comune che gestisce gli impianti in alta quota.

Certamente è stata una corsa contro il tempo, con lavori già partiti in ritardo, nel luglio del 2017, rallentati ulteriormente da condizioni meteorologiche avverse, ma è altrettanto vero che i lavori sono già conclusi da tempo.

L’inaugurazione, prima annunciata per Natale, poi per Capodanno, fine gennaio, metà febbraio e infine per ieri, è saltata ancora una volta.

Intanto il collaudo della seggiovia ha avuto esito positivo, ma mancano ancora il nulla osta per l’apertura al pubblico esercizio dell’impianto dell’Ufficio speciale per i trasporti a impianti fissi (Ustif) e l’autorizzazione alla messa in funzione da parte della Regione Abruzzo e per questo una data ufficiale ad oggi non si può ancora avere.

“L’ok dell’Ustif c’è, ora bisognerà attendere i documenti ufficiali – conferma ad AbruzzoWeb il direttore dei lavori, Marco Cordeschi – La burocrazia ha i suoi tempi, ma ormai ci siamo”.

Bisogna ricordare, poi, che in molti hanno voluto dare fiducia alle parole rassicuranti dell’amministrazione comunale, che tra l’altro aveva fatto del turismo montano e della situazione del Gran Sasso, il cavallo di battaglia della campagna elettorale per le amministrative del giugno scorso.

Tanti aquilani e non hanno comprato infatti gli abbonamenti stagionali, che alla luce dell’attuale situazione saranno validi per la prossima stagione, perché quella del 2017-2018 è ormai compromessa, se non addirittura persa del tutto.

Un discorso a parte andrebbe fatto per le strutture ricettive.

Come anticipato mesi fa, lo storico hotel, dove venne imprigionato Benito Mussolini, la cui gestione è stata affidata inizialmente alla società New edil Srl di Teramo di Francesco Felicioni, poi rescissa il 13 dicembre scorso, sarà chiuso per tutta la stagione, ma si punterà sull’Ostello, appena restaurato, che sarà gestito dalla società “Esso quissi” degli aquilani Daniele e Andrea Mancini, del ristorante “la Capannina lo Zio” dell’Aquila e che gestiranno anche la taverna.