TERAMO – “Oh, eccolo! Voi prima di scrivere su di me, per par condicio avreste dovuto sentire il diretto interessato e verificare le informazioni. Ho dato mandato al mio legale di querelarvi. Ora ho da fare, ci sentiamo dopo le elezioni, buonasera”.

Questa la piccata risposta ad AbruzzoWeb, che lo aveva contattato telefonicamente, del 34enne manager Antonio Zennaro, veneto d’origine e abruzzese d’adozione, candidato alle elezioni del 4 marzo prossimo per il Movimento 5 stelle nel collegio uninominale di Teramo per la Camera dei deputati.

A mandare su tutte le furie Zennaro, che ha troncato di netto la comunicazione telefonica finalizzata ad ospitare il suo pensiero, l’articolo in cui questa testata ha illustrato nel dettaglio, carte alla mano, le varie attività professionali di un impreditore che vanta un rapporto di stima e di amicizia con il candidato premier Luigi Di Maio, con il quale avrebbe collaborato a scrivere il programma economica.

La sua candidatura al maggioritario, perorata dallo stesso Di Maio, nonostante i due voti alle parlamentarie, ha però creato malumori tra i militanti teramani, che magari ambivano anche loro ad essere premiati con un posto in lista, o che considerano Zennaro una sorta di “paracadutato”, per quanto in realtà egli viva a Tortoreto da anni, sposato con la figlia di Serafino, fondatore insieme a Flavio della storica azienda di “Di Gennaro Costruzioni”, poi andata fallita.

La testata teramana CertaStampa, che ha ripreso l’articolo di AbruzzoWeb, arriva ad ipotizzare uno sciopero del non voto di parte dei militanti pentastellati, che non hanno gradito questa candidatura.

Va per inciso fatto notare che a seguito dell’uscita dell’articolo di questo giornale, non si sono registrate prese di posizione da parte del Movimento 5 stelle, né a livello provinciale, né regionale.

Secondo quanto risulta ad AbruzzoWeb, la candidatura non è stata accolta favorevolmente non solo dalla base ma anche da eletti importanti, tra cui consiglieri regionali.

Se Zennaro minaccia querele, il M5s non ha poi inteso contestare e chiedere rettifica di eventuali contenuti ritenuti non corretti o addirittura diffamatori, in un articolo, nel quale, giova evidenziare, in nessun passaggio si sono lontanamente messe in dubbio la correttezza, la competenza e l’onesta dell’operato di Zennaro.

Si è semplicemente preso spunto dal curriculum che lo stesso Zennaro ha pubblicato online, per approfondire le attività in cui è in campo, menzionando ad esempio le società in cui ha partecipazioni, una delle quali è l’Adria investimenti, aperta e chiusa in pochi mesi, il suo ruolo di  manager nell’area rischi finanziari della Fondazione Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti di commercio. Una curiosità, visto che proprio il Movimento 5 stelle ha più volte invocato il suo commissariamento: “l’Enasarco ha scommesso i soldi delle pensioni degli iscritti nella roulette russa della finanza spericolata e dei derivati. Ha provato a coprire i buchi con artifici contabili e con una gestione del patrimonio immobiliare che ha calpestato le prerogative degli inquilini”.

Il tutto in ossequio al principio della trasparenza e della “casa di vetro” considerata dal Movimento 5 stelle una priorità identitaria.

Intanto, ieri mattina l’attivista pentastellato del movimento cinque stelle Attilio Falchi, storico militante del Movimento 5 stelle di Giulianova, tra i critici sulla candidatura di Zennaro, in relazione all’articolo di questa testata ha dichiarato sul suo profilo Facebook: “Sono stato citato in un articolo da AbruzzoWeb. Non rinnego le perplessità espresse sulla mia pagina fb nella circostanza riferita, ma rifletto sui tempi della pubblicazione di certe notizie (tutte da verificare): perché aspettare tanto? Perché non ne hanno parlato prima della visita di Alessandro Di Battista a Teramo che avrebbe potuto chiarire e trattare la questione? Una cosa è ‘l’accoglienza fredda’, un’altra il tentativo di sabotaggio politico sfruttando le dichiarazioni altrui. #lebellemanine”.