PESCARA – Un esposto indirizzato a Prefetture, AGCom e Corecom, “per segnalare l’infrazione della legge sulla par condicio” da parte del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, candidato alle politiche del 4 marzo con il partito democratico, “che sembrerebbe più volte aver strumentalizzato l’Ente Regione per una campagna mediatica volta alla promozione della sua immagine personale come candidato nel listino plurinominale del Senato in quota Pd”. A inviarlo il Movimento 5 stelle, a firma dei consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari e del deputato Gianluca Vacca.
Non si fa attendere la reazione del dem Camillo D’Alessandro che ironizza affermando che “la giornata di oggi fa registrare il milionesimo esposto del M5s contro D’Alfonso. Stavolta i grillini se la prendono con la comunicazione fatta dal presidente e mettono in mezzo persino l’Ufficio stampa della Giunta regionale, reo – secondo loro – di aver pubblicato un comunicato contenente il nome di D’Alfonso nonostante sia in vigore la par condicio”.
Ma per i pentastellati in realtà, la campagna elettorale del presidente D’Alfonso, “dietro la facciata istituzionale nasconde una mera propaganda personale utilizzando strutture e risorse dell’Ente pubblico che nulla dovrebbero avere a che fare con la promozione dell’immagine di un candidato. Basta leggere i comunicati stampa pubblicati dal sito istituzionale di Regione Abruzzo, a seguito di conferenze stampa convocate ad hoc, e poi divulgati sugli organi di stampa locali, attraverso l’ausilio di foto e titolazione che non lasciano margine di dubbio: all’esame delle uscite pubbliche di Regione Abruzzo di quest’ultimo mese – spiegano ancora i 5 Stelle – si evince come le comunicazioni del Presidente non soddisfino i requisiti dell’indispensabilità per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni e della forma impersonale, così come dettato dall’articolo 9 della Legge n. 28/2000”.
“Ancora una volta il presidente D’Alfonso – concludono i 5 Stelle nella nota – si macchia di arroganza istituzionale e i dati pessimi che riporta il Pd in Abruzzo non possono essere una giustificazione per la sua ansia da risultato”.
D’Alessandro ribatte che “peccato per loro che il nome del presidente non figuri nel comunicato da loro indicato, perché i giornalisti dipendenti della Regione conoscono bene le leggi e le applicano”, continua D’Alessandro pubblicando il link all’articolo (https://www.regione.abruzzo.it/content/sisma-25-milioni-di-euro -finanziare-86-interventi-di-ricostruzione-sugli-edifici-religio si).
“Non altrettanto rispettosa delle leggi sulla par condicio sembra essere la sindaca grillina di Roma Virginia Raggi – afferma D’Alessandro – che è appena stata sanzionata dall’Agcom per l’uso scorretto del sito del Comune capitolino. Fatta questa premessa, è lampante che gli esponenti del M5s – dice ancora D’Alessandro – stiano mettendo a frutto quanto appreso nelle lezioni su ‘come fare un esposto’ impartite nella tre giorni grillina svoltasi all’Aurum di Pescara. Se utilizzassero metà dello zelo con cui denunciano il presidente della Regione Abruzzo per produrre proposte sensate a livello amministrativo, avrebbero molte più chance di raccogliere voti; invece proseguono nella testarda logica di abbattere gli avversari politici con gli esposti più che con le idee. Si baloccassero pure con le loro cartuccelle, noi- conclude D’Alessandro – continuiamo a fare cose concrete”.





