TERAMO – Recintare i campi una volta per tutte, per evitare di pagare poi i danni provocati dalla fauna selvatica, in primis cinghiali e cervi.

Questa l’opportunità finalmente offerta dal bando della Regione Abruzzo nell’ambito del Piano di Sviluppo rurale, che mette a disposizione 1,5 milioni di euro per l’acquisto e posa in opera, con copertura al 100 per cento dei costi, di recinzioni elettrificate, recinzioni fisse in rete metallica, shelter in materiale plastico e bio-plastico per proteggere le singole piante ed anche per acquisto di dissuasori faunistici e cani pastore.

Il bando, rivolto agli imprenditori agricoli, scade il 31 maggio 2018.

L’investimento minimo ammissibile è pari a 3 mila euro, la soglia massima dell’intervento è fissata ad 200 mila euro.

Il campo deve avere un’estensione minima di 500 metri quadrati. In caso di allevamento zootecnico è prevista una coppia di cane pastore da 10 a 150 capi adulti, due coppie di cani pastore oltre i 150 capi.

Chi beneficerà dei finanziamenti si dovrà impegnare a utilizzare il campo recintato per un periodo di 5 anni e a fare costante e opportuna manutenzione a sue spese.

È certo, però, che questi fondi non basteranno a coprire l’intero fabbisogno potenziale di protezione di migliaia di ettari di campi coltivati nelle aree abruzzesi minacciate e sovente devastate da ungulati proliferati in modo incontrollato.

Giusto per dare un’idea di massima: il costo di realizzazione di una buona recinzione metallica fissa, alta due metri, si aggira tutto compreso intorno ai 20 euro a metro lineare.

Il che significa che per recintare un solo ettaro occorrono circa 8 mila euro.

Decisamente meno costosa la rete elettrificata, che però ha alti costi di manutenzione, ad esempio bisogna effettuare frequenti tagli d’erba per evitare che essa comprometta il corretto funzionamento dell’impianto, e molto altro.

Il Parco delle Cinque terre in Liguria sta realizzando, giova menzionare a tal proposito, una maxi recinzione elettrificata per un totale di ben 29 chilometri per difendere le preziose culture sui terrazzamenti di Monterosso e Riomaggiore, per un costo totale di 600 mila euro.

La dotazione economica del Psr rappresenta però comunque un passo in avanti, tenuto conto che un bando pubblicato pochi anni fa è andato deserto.

E soprattutto in base al fatto che più i terreni vengono protetti, più sono destinati a diminuire i danni, calcolati in milioni di euro, che la Regione e gli enti Parco sono tenuti a rimborsare seppur parzialmente.

La Regione Abruzzo ha da poco stanziato per i soli danni del 2017 circa 758 mila euro che indennizzeranno il 43 per cento dei danni subiti da ciascun beneficiario. Spesso in passato gli indennizzi sono stati pagati in fortissimo ritardo.

Inoltre non si possono superare le soglie del de minimis imposte dall’Unione europea, oltre cui scatta l’aiuto di Stato.

Gli esperti della Regione assicurano insomma che la progressiva estensione delle recinzioni, rappresentano un investimento pubblico che in buona parte si ripaga da solo, anche se è la soluzione ottimale più che altro per le colture di pregio, come ad esempio ortaggi, legumi, zafferano, un po’ meno per colture estensive come il frumento.

Va poi tenuto conto che vanno garantiti congrui spazi di movimento alla fauna.

Una conferma della bontà di questa strategia arriva ancora una volta dalla Liguria: a Magliolo è stata effettuata una recinzione unica lineare che tutela 20 aziende agricole e circa 50 orti privati, su un tracciato di 3,5 chilometri e 150 ettari.

Il progetto è stato realizzato dall’Università di Genova con fondi della Regione Liguria e all’installazione hanno collaborato le squadre di cacciatori, ed i risultati sono ottimi, visto che i danni si sono pressoché azzerati.

Nel bando della Regione Abruzzo si stabilisce però che nella domanda bisogna allegare un progetto che prevede la combinazioni di due strumenti di difesa, ad esempio la recinzione elettrica combinata con la distribuzione di marcatori odorosi che impediscono lo “sfondamento” della recinzione specialmente nei primi giorni di installazione.

Oppure apparecchi che emettono segnali di comunicazione animale assieme a sagome di predatori.