PESCARA – “Un errore che faremo di tutto per correggere seguendo le strade che la legge ci permette di percorrere”.
Lo ha affermato il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, commentando la decisione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla realizzazione, a Sulmona (L’Aquila), della centrale gas di decompressione della Snam.
Lolli era presente ieri in seduta del Consiglio dei ministri in rappresentanza della Regione Abruzzo.
“Anche in quella sede – spiega il vice presidente – ho confermato la netta contrarietà della Regione sulla realizzazione della centrale di decompressione. Siamo stati sempre contrari a una soluzione del genere e lo abbiamo ribadito anche davanti al governo quando ha deciso di avocare a sé la decisione finale sulla centrale per superare il blocco che si è creato all’interno della Conferenza del servizi”.
La posizione della Regione “non è mai stata una posizione strumentale”, al contrario “abbiamo sempre motivato il nostro dissenso”.
In questo senso, davanti al governo, il vice presidente Lolli ha sottolineato che “la realizzazione della centrale di decompressione va a compromettere un territorio di alto valore naturalistico e ambientale, tra i più importanti a livello regionale”.
“Non solo – ha ribadito Lolli davanti al presidente del Consiglio Gentiloni e ai ministri – stiamo parlando di un’area ad alta fragilità sismica, sottoposta da parte dell’Ingv a particolari azioni di monitoraggio e controllo proprio per la specificità sismica”.
“Quanto accaduto in Austria qualche giorno fa dovrebbe far capire quanto sia pericoloso realizzare un’opera del genere in Valle Peligna”, aggiunge ancora.
Subito dopo la decisione del Consiglio dei ministri, il presidente della Giunta regionale “ha dato mandato – spiega Lolli – all’Avvocatura regionale di esaminare con attenzione tutti gli atti in modo da predisporre il ricorso davanti al Tar”.
SINDACI AQUILANI: ”STIAMO CON LA CASINI, RITIRI DIMISSIONI”
Solidarietà al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, per le dimissioni presentate dopo la decisione del Governo di localizzare nel capoluogo peligno la centrale di compressione del metanodotto Snam.
A esprimerla sono i primi cittadini dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Avezzano, Gabriele De Angelis, e di Castel di Sangro, Angelo Caruso, che con una nota congiunta esprimono “forte vicinanza al sindaco e e ai cittadini di Sulmona per la scellerata scelta del Governo che penalizza un intero territorio.
Per questo chiediamo ad Annamaria Casini di ritirare le dimissioni, perché le battaglie vanno combattute nel pieno del mandato istituzionale che i cittadini ci hanno conferito: noi saremo al suo fianco”.
“Faremo sentire con forza – dichiarano sindaci e presidente della Provincia – le sue e le nostre ragioni contro un Governo che, come quelli che lo hanno preceduto, non solo ha violentato la città solo sotto il profilo procedurale, ignorando le volontà delle comunità locali che da sempre si oppongono alla centrale di compressione, ma anche politico. Un Esecutivo che a fine legislatura compie un atto del genere dimostra la volontà di escludere chi vive i territori dalle scelte strategiche per il proprio futuro, costringendo i rappresentanti degli Enti locali a gesti eclatanti per far sentire la propria voce. Tutto ciò è inaccettabile”.
L’OPPOSIZIONE: ”DIMISSIONI UN GIOCO DI PRESTIGIO”
“Le presunte dimissioni del sindaco Casini non sono foriere di buoni auspici per la città di Sulmona e appaiono più come il frutto di una spietata e mirata strategia pre-elettorale in vista delle prossime elezioni politiche di cui l’assordante silenzio di gran parte delle forze di
maggioranza rappresentate in Consiglio comunale è emblema”.
Lo scrivono i consiglieri di opposizione del Comune di Sulmona (L’Aquila) Maurizio Balassone (Sbic), Elisabetta Bianchi (Forza Italia), Antonio Di Rienzo (Partito democratico) e Francesco Perrotta (Sulmona Viva).
LA NOTA COMPLETA
Infatti è interesse della città di Sulmona la effettiva salvaguardia dell’integrità del proprio patrimonio ambientale che è il vero e unico tesoro da tutelare.
Troppo facile per il primo cittadino ricorrere ad affabulatori giochi di prestigio senza aver primo dimostrato, per esempio, di aver profuso energie per pretendere la riattivazione del tavolo tecnico regionale sul progetto Snam che potesse contemplare le ragioni di questo territorio.
In 18 mesi di governo cittadino non si rintracciano azioni concrete e utili ad apportare un contributo di contrasto alla Centrale e al metanodotto.
Per questo motivo, intendiamo dare il nostro fattivo contributo inoltrando formalmente sia una richiesta di Consiglio Comunale Straordinario ma anche una richiesta formale a tutti i capigruppo consiliari affinché si possa sottoscrivere rapidamente un documento unitario di proposta che
impegni la giunta comunale ad adottare una delibera di promozione di valutazione di azioni legali a tutela della Città di Sulmona e del suo territorio avverso il superamento della negazione della intesa da parte del Consiglio dei ministri.




