L’AQUILA – Sventolano ramoscelli di pace in Consiglio regionale dopo il durissimo scontro verbale, per poco non sfociato in un contatto fisico, tra il presidente, Giuseppe Di Pangrazio, del Partito democratico, e il vice presidente in quota all’opposizione, Paolo Gatti, di Forza Italia.
A far infuriare Gatti è stato il fatto che, a suo dire, durante la discussione sulla modifica delle norme per l’assegnazione e la gestione delle case popolari, Di Pangrazio ha dato la parola al presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, nonostante il forzista si fosse prenotato prima. A seguire la furiosa litigata in una pausa dei lavori.
Contattato da AbruzzoWeb, Gatti non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione in merito, irritato per la ricostruzione a suo dire “non rispondente ai fatti”.
Con pontiere il suo braccio destro e portavoce, Giovanni D’Amico, il presidente ha contattato già in mattinata Gatti per una ricucitura.
Poi ha inviato un comunicato stampa in cui si al forzista riconosce di “aver avuto sempre un atteggiamento corretto e rispettoso nei confronti della presidenza. Dunque nel confermargli la mia personale stima, gli ho espresso anche il mio dispiacere per la discussione intervenuta”.
Ieri vi è stata una seduta del Consiglio regionale carica di tensione e, nella funzione istituzionale di presidente del Consiglio regionale, ho l’onere di sovrintendere all’attività di tutti gli organi e uffici, ma soprattutto, nel presiedere i lavori dell’aula, spesso mi capita di dover raccogliere e gestire le tensioni, anche molto forti, tra le varie forze politiche consiliari.
Il presidente ha il compito di farsi carico di tutti i contrasti di natura politica, che a volte sfociano in forti confronti verbali tra i consiglieri, fino al limite delle offese, ma che purtroppo nulla hanno a che fare con i lavori dell’aula e con una normale e rispettosa dialettica politica.
Rientra, invece, nel normale confronto tra le forze politiche in una assemblea legislativa l’interpretazione del regolamento, ma la sua applicazione è comunque demandata ad unica persona, il presidente del Consiglio, figura che inevitabilmente catalizza su di sé dubbi e contrasti relativi alle interpretazioni stesse.
Alcune delle contestazioni che vengono sollevate hanno fondatezza, altre volte si prestano a contrasti di cui il presidente deve farsi comunque carico.
Con il collega e vice presidente Paolo Gatti e con i consiglieri dell’ufficio di presidenza abbiamo sempre convenuto l’esistenza di tali difficoltà, con un comune impegno a rafforzare la gestione e l’immagine del Consiglio quale sede sovrana e responsabile della rappresentanza democratica in Abruzzo.
Ieri il vice presidente Paolo Gatti mi ha esposto i suoi dubbi circa l’applicazione del regolamento inerente lo svolgimento delle interrogazioni e delle interpellanze e sulla proceduta di votazione di un progetto di legge, con un confronto tra noi forte ed esplicito, ma chiaro, leale e in assoluto rispetto personale.
Ringrazio quindi il vice presidente Gatti per aver posto dei dubbi fondati sull’applicazione del regolamento, sui quali torneremo ad approfondire nell’ufficio di presidenza per definire idonee e condivise soluzioni e sarà mia premura dare una specifica comunicazione a tutti i consiglieri regionali, per superare in futuro sul punto le incomprensioni sull’applicazione del regolamento avvenute nella seduta di ieri.
Al vice presidente Gatti, che ho sentito personalmente questa mattina, riconosco di aver avuto sempre un atteggiamento corretto e rispettoso nei confronti della Presidenza. Dunque nel confermargli la mia personale stima, gli ho espresso anche il mio dispiacere per la discussione intervenuta. In virtù della solidità del rapporto, il confronto è stato compreso, superato e ricondotto dal collega Gatti nell’alveo della dialettica politica, superando la tensione complessiva che si era generata. Spero sinceramente vi possa essere in futuro un comportamento più consono e rispettoso nell’attività istituzionale, che eviti le tensioni nel dibattito e favorisca un pacifico confronto”.






