L’AQUILA – “Raggruppatevi su Campotosto, che ha un’identità che voi non avete e può fare da trazione anche per voi”.

Questa la “dritta” di vero e proprio marketing politico del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ai sindaci dell’Alto Aterno, nella riunione ‘bis’, quella dopo la partenza di Paolo Gentiloni, subito dopo la partenza del presidente del Consiglio dalla scuola di Capitignano che oggi ha inaugurato.

Al tavolo seduti i primi cittadini Maurizio Pelosi, padrone di casa, Massimiliano Giorgi (Montereale), che hanno accolto il suggerimento senza mostrare in verità eccessivo entusiasmo, e Luigi Cannavicci (Campotosto), oltre al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, il consigliere Pierpaolo Pietrucci, il presidente Ance, Ettore Barattelli, il manager Asl, Rinaldo Tordera (tra il pubblico) e i vertici di alcune aziende pubbliche coinvolte nel post-terremoto.

Insistendo sul tema della “comunione” tra fasce tricolori, D’Alfonso ha anche gelato la platea con una battuta: “Siete anche amici vi vedo sempre insieme! Siete come i rumeni!”.

Tornando serio, il governatore, che è anche vice commissario per la ricostruzione 2016, ha evidenziato un dato che tutti hanno trovato significativo: “Un presidente del Consiglio come Gentiloni, che arriva qui e ci dice ‘scrivetevi la norma’, non l’ho mai sentito”. Chance da non perdere, insomma.

In precedenza, nell’intervento pubblico, pur lodando l’operato della governance 2009 e il “modello L’Aquila” bistrattato invece da Matteo Renzi e altri, il presidente aveva messo in evidenza una dicotomia.

“Bene L’Aquila, ma la nostra ambizione è di fare prima è meglio. In 12 mesi – ha evidenziato – abbiamo predisposto la macchina normativa e amministrativa senza mai arrivare allo scontro istituzionale. Ricordo, invece, Lolli insanguinato a Roma per avere la norma che serviva”, in riferimento alle manganellate suonate agli aquilani quando il 7 luglio 2010 in 7 mila invasero la zona rossa delle istituzioni a Roma per chiedere certezze finanziarie e appunto normative nella loro ricostruzione.