PESCARA – Non si placano le polemiche dopo le quasi 70 multe fino a 300 euro elevate a turisti e residenti rei di essersi fatto il bagno nei fiumi e terrenti e pescaresi in vari comuni dell’entroterra Pescarese, da parte dei Carabinieri del reparto Parco della Majella di Guardiagrele e del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara. In particolare nella cisterna di Bolognano e nel torrente Cusano, tra i Comuni di Roccamorice ed Abbateggio.
Da una parte si registra la rivolta di cittadini e anche amministratori, tra cui il sindaco di Abbateggio e e presidiente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, che giudica abnorme la decisione, e penalizzante anche per il turismo . Molti amministratori si sono fatti il bagno per protesta, postando la foto dell’avvenuto “reato” su facebook,
Dall’altra assumono una posizione inflessibile il Forum abruzzese per i diritti dell’acqua, e il Wwf.
A detta del Forum, “per la balneazione dei fiumi e dei laghi si applicano le stesse regole della balneazione in mare, fissate dalla Direttiva 7/2006/CE, la quale si applica a qualsiasi parte di acque superficiali nella quale l’autorità competente prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione”.
“Rispetto alle acque interne solo il Lago di Scanno è ufficialmente balneabile e per aprire un fiume alla balneazione si deve individuare espressamente il tratto, descriverlo, identificare il punto di prelievo e provvedere al monitoraggio periodico da parte dell’Arta. Poi bisogna fare la classificazione e l’informazione al pubblico”.
“La questione della balneazione incontrollata alla cisterna di Bolognano è nota da decenni – ribatte però il Forum – probabilmente il modo di risolverlo non è nella repressione soprattutto dei comportamenti di singoli che andrebbero prevenuti con un’informazione capillare e costante, anche sugli aspetti della potenziale incidenza ambientale. Si dovrebbe partire dalla segnalazione delle norme da mantenere ai siti web che promuovono le nostre bellezze chiedendone la pubblicazione integrale. Quello che più sconforta però è vedere le reazioni di amministratori che hanno responsabilità e che per questo non possono cascare dal pero su questi argomenti quando in primo luogo vi è l’obbligo di intervenire per la tutela della salute pubblica applicando le norme sulla balneazione. Se un sindaco è a conoscenza di comportamenti rischiosi secondo la legge deve intanto intervenire con ordinanze specifiche facendole rispettare con cartelli, adeguata informazione, intervento preventivo dei Vigili Urbani”.
Dello stesso avviso anche il Wwf, che in una nota contesta Di Marco: “È stato commesso un reato ed è stato perseguito dai tutori dell’ordine. La politica, come troppo spesso avviene in Italia, sta cercando assurdamente di ribaltare la realtà dei fatti ponendo sotto accusa chi è intervenuto per far rispettare la legge e non chi l’ha violata. Tra l’altro i Carabinieri Forestali già da tempo, in seguito a esposti che segnalavano comportamenti illeciti in zone a rigorosa protezione pubblicizzati anche sul web, sono intervenuti a più riprese sia a livello informativo che con controlli sul sito durante i quali gli escursionisti erano stati semplicemente invitati a rispettare le regole. Il 25 scorso si è arrivati alle prime contestazioni, anche – immaginiamo – per la presenza contemporanea di un gran numero di persone, con evidenti danni per l’ambiente e la fauna protetta”.






