L’AQUILA – Le elezioni comunali all’Aquila sono ancora da vincere, ma in casa centrosinistra non si perde tempo: è già “derby” a due per l’incarico di capo di gabinetto del sindaco qualora Americo Di Benedetto conquistasse la fascia tricolore.
Saranno due giovani a contenderselo e, guarda caso, due “alieni” rispetto al canone del Partito democratico, ai giovani di partito, all’apparato tradizionale del centrosinistra cittadino, a confermare una volta di più la non perfetta sovrapponibilità della galassia-Chicco con la “scuola” ex Ds, Pds, Pci.
Il primo nome è quello di Matteo Gizzi, 28 anni, che è già “ombra” di Di Benedetto come elemento di vertice del ridottissimo staff che lo segue fin dalla campagna elettorale per le primarie, vinte contro Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale e tra l’altro ex capo di gabinetto di Massimo Cialente.
Un legame, quello con Gizzi, che risale ai tempi della Banca dell’Aquila, l’istituto di credito cooperativo tutto locale annunciato nel 2011, quando ne aveva 22 e di cui come assicuratore fu tra i principali promotori, e mai realizzato, fino a confluire nella Banca del Gran Sasso di matrice, però, teramana.
Della Banca dell’Aquila Di Benedetto è divenuto in corsa presidente del comitato promotore, anche qui senza riuscire a quagliare, fino alla fusione con i teramani.
Ma il favorito per succedere a Mauro Marchetti, a sorpresa, potrebbe essere un altro.
Si tratterebbe di Daniele Mingroni, 32 anni, dipendente del Comune dell’Aquila nel settore Ambiente e, in particolare, dell’ufficio Smart city, in virtù del quale ha svolto anche delle conferenze stampa assieme all’allora assessore Alfredo Moroni, quest’ultimo oggi candidato consigliere di Abruzzo civico.
Tesserato Pd, ma di squisita matrice renziana, nel 2015 è stato tra i volontari che hanno raccolto le candidature per l’elezione del consiglio territoriale di partecipazione di Pianola, ha esperienza anche nel trattare le segnalazioni di disagi dell’ufficio relazioni con il pubblico telematico comunale.
Per Di Benedetto è un giovane da valorizzare, secondo quanto si è appreso: chissà che non possa davvero spuntarla lui a sorpresa.




