L’AQUILA – Si spacca il mondo produttivo aquilano sul caso delle tasse alzate alle imprese per finanziare le destination management company (Dmc), società di servizi turistici, provvedimento votato da parte della Camera di commercio.

“C’è stato il mio no Giunta, l’unico, ribadito dai miei componenti in Consiglio – conferma il presidente di Confindustria L’Aquila, Marco Fracassi – Pensare di aumentare le tasse alle imprese mi sembra alquanto anacronistico in questo momento e non è un buon segnale”.

“La riduzione dei contributi alla Camera è arrivata dal governo, ripristinarli attraverso le imprese con meccanismi alternativi non mi sembra bello. I rapporti con il presidente Santilli? Lui chiaramente ha votato sì, in questo senso abbiamo un problema”, conferma.

Quanto alle Dmc “se siano utili o meno non lo so dire, lo vedremo, potrebbero esserlo come non esserlo, non mi sento di dirlo”, glissa.

“Monitoreremo questa situazione per cercare di capire come verranno impiegati questi maggiori contributi – conclude Fracassi – Ci interessa come verrà gestita l’operazione dell’efficacia dell’operazione, assolutamente senza favoritismi”.

Quanto agli altri protagonisti della vicenda, irrintracciabile il presidente camerale, Lorenzo Santilli, mentre il presidente di una delle Dmc più strutturate, Alfonso D’Alfonso, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul caso, facendo però presente come le società turistiche non siano beneficiarie di alcunché e ogni risorsa sarà messa a bando.

L’AUMENTO

La delibera di Giunta è stata ratificata venerdì scorso dal Consiglio camerale, con il voto contrario di Confindustria che si è opposta al provvedimento, e stabilisce un aumento del 20 per cento del diritto camerale a carico del sistema imprenditoriale.

L’aumento servirà a finanziare un progetto su scala regionale, elaborato dalla Camera aquilana e approvato dal sistema camerale regionale, guidato fino al mese scorso dallo stesso Santilli, attuale presidente dell’ente camerale aquilano, del valore di 300 mila euro per il marketing territoriale.

In buona sostanza, dovranno essere le imprese locali a mettere mano al portafogli e pagare, di tasca propria, una campagna promozionale indirizzata al rilancio del territorio, messo a dura prova dalle ultime catastrofi.

E questo nonostante sull’argomento ci siano altri sostanziosi finanziamenti anche comunitari, gestiti dalla Regione.

L’aumento toccherà marginalmente le piccole imprese artigiane e commerciali, ma si tradurrà, per i grandi gruppi industriali e le aziende medie, nell’esborso di cifre importanti di oltre 5 mila euro.

I fondi serviranno a finanziare il bando regionale “Progetto Abruzzo” per la valorizzazione dei territori, tipicità, eccellenze e borghi.

Quanto a chi andranno e come saranno gestiti, il prospetto delle spese, allegato alla delibera di Giunta, è chiaro.

Il budget interno, per le spese del personale ammonta a 56 mila euro così suddivisi: 5.770 euro per la formazione del personale camerale, 11.350 euro per la formazione degli operatori turistici locali, 11.350 euro per la formazione di web master, 11.350 euro per elaborazione di contenuti e traduzioni.

La fetta più sostanziosa dei contributi andrà alle Dmc, ben 35 mila euro per l’elaborazione di itinerari turistici.

E ancora, le strategie di intercettazione dei turisti esteri costeranno 58 mila 500 euro l’anno, sempre a carico delle imprese.

L’attività di incoming con giornalisti del settore 47 mila euro, mentre la campagna di comunicazione 28 mila per un totale di 209 mila 953 euro solo per le spese esterne. (alb.or. – b.s.)