L’AQUILA – Non piace, al consigliere comunale dell’Aquila uscente del Partito socialista Gianni Padovani, e al candidato alle primarie del centrosinistra Pierpaolo Pietrucci, la nuova linea dura del Comune dell’Aquila sulla raccolta differenziata.

“Partecipando a un incontro con i cittadini abbiamo avuto modo di ascoltare ed elaborare proposte concrete da applicare per migliorare l’efficacia e la trasparenza delle procedure di raccolta differenziata – spiega Padovani in una nota – Sappiamo che numerosi cittadini si sono rivolti all’Unione nazionale consumatori per informazioni sulla legittimità di multe ricevute riguardo una raccolta differenziata sbagliata”.

“L’Asm Spa con l’adozione della Carta dei servizi firmata con le associazioni dei consumatori nel 2013, si era impegnata, in caso di irregolarità del rifiuto, ad apporre sul sacchetto non ritirato l’adesivo ‘rifiuto non conforme’, facendo così seguire un ammonimento e solo dopo, in caso di ripetuta irregolarità, un’eventuale sanzione – ricorda – Oggi, con grande rammarico, rileviamo che si è completamente disatteso quanto sottoscritto tra l’amministrazione e le associazioni dei cittadini, preferendo così colpevolizzare e quindi sanzionare, anche con multe elevate, l’utenza che diviene strumento di raccolta fondi per la cassa comunale”.

Per Padovani “l’ordinanza sindacale n. 154 del 7 ottobre 2016 ha, infatti, escluso la prevista ipotesi collaborativa dell’ammonimento, applicando direttamente la sanzione. Il cittadino va informato, aiutato anche con specifici supporti cartacei a eseguire correttamente la raccolta differenziata – rimarca – Riteniamo che questo debba essere compito di una buona amministrazione che miri all’educazione del cittadino”.

“Molte abitazioni private sono sprovviste di aree condominiali per la raccolta dei rifiuti porta a porta; i proprietari potrebbero rispondere di rifiuti irregolari non di loro produzione, visto che la normativa comunale li obbliga a posizionare i contenitori sul suolo pubblico, usufruibili da chiunque voglia approfittare di tale situazione – è l’allarme di Padovani – Si dovrebbe applicare anche all’Aquila la soluzione sperimentata già in altri Comuni italiani, dove esistono contenitori apribili soltanto con un passe-partout o con chiavi in possesso solo dell’operatore ecologico e dei cittadini che possono usufruire di quei contenitori”.

“Infine nella giusta ottica collaborativa bisogna attivare procedure conciliative rivolte ad accogliere reclami e doglianze della cittadinanza”, conclude.