CAPESTRANO – Due coppie con figli e un costruttore che arriva in città per lavorare alla ricostruzione, a circa un anno e mezzo dal terremoto del 2009. Storie che si intrecciano, assieme a quella della città.
È la sceneggiatura di L’Aquila. Grandi Speranze, la fiction in sei puntate che andrà in onda a novembre in prima serata su Rai Uno, le cui riprese sono iniziate nei giorni scorsi tra Capestrano (L’Aquila), l’ospedale di Popoli (Pescara) e un casolare della Valle del Tirino.
Il regista Marco Risi, insieme a due dei protagonisti, Giorgio Tirabassi e Francesca Inaudi, negli ultimi giorni è stato ospire dell’agriturismo Terra di Solina di Alfonso D’Alfonso, oasi nel cuore del cosiddetto forno d’Abruzzo, a Capodacqua di Capestrano, che per una settimana si è trasformato nel quartier generale della produzione.
Nei prossimi giorni la troupe si sposterà all’Aquila, dove resterà fino alla fine di luglio e dove sono previste diverse scene in centro storico.
“Si tratta di una coproduzione tra Rai Fiction e Ideacinema – spiega ad AbruzzoWeb Jacopo Saraceni di Ideacinema – sono sei puntate ambientate all’Aquila e dintorni, raccontano la ricostruzione della città e delle persone, sia materiale che immateriale”.
“Donatella Finocchiaro e Giorgio Marchesi interpretano una coppia, Tirabassi e Valentina Lodovini un’altra coppia, e poi c’è Luca Barbareschi che interpreta un costruttore che viene da fuori città insieme alla figlia per lavorare nella ricostruzione”.
“Il film racconta le storie di questi personaggi tra conflitti, amicizie e drammi, tentativi di speranza – aggiunge Saraceni – parallelamente viviamo le storie dei figli di queste famiglie che si svolgono sullo scenario dell’Aquila un anno e mezzo dopo il terremoto”.
L’idea, che venne fuori nel 2010 durante una passeggiata dello stesso regista Risi con amici aquilani lungo il centro storico, è stata trasformata in sceneggiatura da Stefano Grasso, Doriana Leondeff, Angelo Carbone e Andrea Saraceni.
“Su questa produzione puntiamo molto”, chiosa Saraceni, che spera possa rappresentare delle “serate-evento” sull’ammiraglia della tv di Stato.
Al film lavorano una sessantina di persone, tra attori e tecnici, oltre alle comparse, selezionate anche attraverso numerosi casting sul territorio nelle scorse settimane.
“Per noi si tratta di occasioni irripetibili, uniche – afferma D’Alfonso – dovremmo strutturarci per fare del nostro territorio un set permanente, perché si presta e abbiamo la vocazione. Occore però una capacità di fare sistema e dare supporto perché è una fonte di reddito significativa per il nostro territorio”.
“Noi come Dmc – di cui D’Alfonso è presidente – e come Distretto turistico del Gran Sasso ci stiamo orhanizzando per sostenere queste iniziative”.





