TERAMO – Comincia a sgonfiarsi l’emergenza neve in diverse zone d’Abruzzo, flagellate negli ultimi giorni anche dalle scosse di terremoto.

Ma la conta dei danni e il rischio frane e smottamenti sono sempre lì, a far male, con migliaia di allevatori che hanno perso tutto o parte del bestiame, anche sbranato dai lupi, e con i controlli a tappeto su quei punti più pericolosi, dal Teramano all’Aquilano.

Senza dimenticare chi è ancora, clamorosamente isolato dopo 13 giorni, come l’allevatore Erminio Castelli, di Macchia da Borea, rimasto chiuso in casa con moglie, tre figli e l’anziana madre, aiutato poi dai militari dell’esercito con gli sci che gli hanno consegnato delle taniche di benzina per il generatore di corrente elettrica.

In questo quadro, fanno riflettere le parole, riportate dal quotidiano Il Centro, del prefetto di Teramo Graziella Patrizi.

“È evidente che la mancanza di elettricità ha comportato un corto circuito nella comunicazione da cui sono scaturiti dei ritardi – ha detto il prefetto –. Noi già da martedì mattina, quando abbiamo capito che i mezzi a disposizione non sarebbero stati in grado di affrontare questa emergenza, abbiamo chiesto di far arrivare tutto quello che si poteva. Bisogna evidenziare il fatto che il sistema di Protezione civile risente di un cambio di normativa che c’è stato a livello nazionale. Penso che, nell’affrontare le emergenze, ogni ente si dovrebbe preparare alla guerra”.

Problemi di viabilità stanno segnando l’Aquilano.

In particolare, la strada che collega l’altopiano di Navelli alla Conca Peligna, conosciuta come quella delle curve di Popoli, è chiusa.

Non è stata rimossa la neve da un breve tratto all’altezza di San Benedetto in Perillis. 

Disagi quindi per la popoalzione, visto che l’unica possbilità è percorrere la statale 17 che passa per Bussi, più lunga di 30 chilometri.  

Chiuso anche il tratto tra Castel del Monte a Villa Santa Lucia, mentre sul tratto tra Villa Santa Lucia e Forca di Penne ci sono monte piante cadute da rimuovere.

FRANA A FOSSACESIA, SINDACO CONFERMA SGOMBERO 

Peggiora il movimento franoso che sta interessando una scarpata in via Bonavia, a Fossacesia (Chieti). Il sindaco, Enrico Di Giuseppantonio, ha confermato l’ordinanza di sgombero delle pertinenze di cinque unità abitative con garage e terrazzi affacciati sul versante della frana. Finora nessun residente ha dovuto abbandonare casa. Le ulteriori erosioni della scarpata sono state causate dal recente maltempo, secondo il sopralluogo eseguito da un geologo della protezione civile regionale, dal sindaco, dal responsabile dei Lavori Pubblici del Comune e dalla Polizia Municipale. La frana inoltre ha comportato anche il distacco di grossi massi che sono andati ad occupare la carreggiata della strada provinciale SP 81 Fossacesia – Rocca San Giovanni, subito segnalato al Settore Viabilità della Provincia di Chieti per la messa in sicurezza. “La situazione è preoccupante – dice il sindaco – perché il fenomeno erosivo è notevolmente peggiorato mettendo a rischio le abitazioni di Via Bonavia”. Il Comune di Fossacesia aveva presentato alla Regione Abruzzo un progetto di contenimento della frana di 4.800.000 euro, ma la Regione, da informazioni assunte dal sindaco, pare voglia finanziare solo un stralcio di 1.100.000 euro. “La somma che la Regione vuole assegnarci è insufficiente per risolvere completamente la problematica della frana di Via Bonavia – conclude Di Giuseppantonio. Chiedo al Presidente Luciano D’Alfonso di finanziare l’intero progetto presentato dal Comune di Fossacesia per mettere al sicuro un’area della città che è assolutamente pericolosa. Bisogna imparare in questo Paese a investire su tutte le opere di sicurezza, affinchè i cittadini si possano sentirsi realmente tutelati”.