L’AQUILA – “Alfredo Cospito sta morendo dopo novanta giorni di sciopero della fame, perché’ vivendo il 41 bis capisce che si tratta di un regime carcerario che ti distrugge. Non ti fa respirare, ti fa morire piano piano, io l’ho vissuto per più di cinque anni e capisco cosa sia. Se impazzisci sei fortunato, altrimenti rimani dentro un labirinto dove non respiri, la mente muore”.
Chi parla è Giulio Petrilli, aquilano, portavoce del comitato per il diritto al risarcimento degli assolti che si sta mobilitando per aiutare Cospito.
“Dopo sei mesi di 41 bis nel carcere di Fossombrone (Pesaro)”, ricorda, “un giorno iniziai a tremare, non capivo piu’ nulla, volevo urlare ma nessuno ti sentiva. Mi dissi Giulio è arrivata la follia. Poi piano piano mi ripresi. Ma le cicatrici di quella detenzione ti rimangono per sempre. Il carcere non deve essere tortura. L’ isolamento totale è’ accertato dall’organizzazione mondiale della sanità, produce dei danni irreversibili. Salviamo la vita a Alfredo Cospito. Facciamo in modo che il ministro della giustizia gli revochi il 41 bis. Firmiamo gli appelli, lottiamo. Salviamo una vita umana!”.






