CHIETI – Una imponente operazione condotta dalla squadra mobile e dalla Guardia di Financa di Chieti contro reati fiscali, societari, ambientali e per una serie di bancarotte fraudolente che farebbero capo al noto imprenditore Mauro Mattucci ha portato stamattina all’arresto di otto persone ed alla interdizione dalla professione di due commercialisti, oltre al seuquestro del Tortuga Beach di Montesilvano, di alcune società e decine di immobili.
Dalle prime ore di questa mattina gli uomini delle forze dell’ordine sono all’opera per eseguire 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 5 ordinanze di arresti domiciliari.
L’accusa per tutti, compreso un noto commercialista di Chieti Scalo interdetto, è di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, reati fiscali e ambientali.
L’inchiesta parte da una società fallita due anni fa a Chieti. Da questo primo episodio e sulla base delle indagini condotte da polizia e finanza gli investigatori hanno scoperto altri fallimenti ritenuti pilotati, con i quali gli imprenditori coinvolti si assicuravano profitti illeciti ai danni dei numerosi creditori.
Questa mattina alle 11, nella sede della Guardia di Finanza di Chieti, verrà illustrata la complessa inchiesta che riguarda principalmente i territori di Chieti, Montesilvano e Pescara.
Le indagini – spiegano le Fiamme gialle – hanno permesso di sgominare “un gruppo criminale facente capo all’imprenditore pescarese Mauro Mattucci”.
Tre gli ordini di custodia cautelare in carcere eseguiti nei confronti di Mauro Mattucci, Antonio Gentile e Giuliano Capurri, mentre ai domiciliari sono finiti Marco Mattucci, figlio dell’imprenditore Mauro, Vincenzo Misso, Nando Di Luca, Carla Cameli e Valerie Laurence Lighezolo. Tutti, nell’ambito dell’organizzazione, hanno ricoperto un ruolo di spicco in qualita’ di rappresentanti legali, rappresentanti amministrativi, consulenti direttamente o indirettamente riconducibili a Mattucci. L’accusa per tutti e’ di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, reati fiscali e ambientali. Secondo quanto emerso, il ‘modus operandi’ prevedeva “l’acquisizione di aziende in crisi che attraverso una serie di passaggi societari consigliati dai professionisti indagati venivano svuotate e condotte al fallimento.
Le sedi venivano trasferite all’estero e il capitale sociale ceduto a prestanomi compiacenti”. Tra le accuse, anche l’illecita gestione dell’attivita’ di recupero di materiale ferroso operata attraverso fittizi conferimenti di rottami per drenare le risorse finanziarie da due societa’ operative: tale sistema avrebbe consentito all’organizzazione di distrarre cospicue risorse finanziarie concesse dagli istituti di credito per la realizzazione del centro commerciale Adriatico di Civitanova Marche attraverso un articolato sistema di fatture false per circa 13 milioni di euro. Cio’ consentiva alle societa’ riconducibili a Mattucci di avere una cospicua liquidita’ e nel contempo di ottenere cospicui crediti di imposta inesistenti utilizzati per abbattere gli oneri fiscali e contributivi.






