PESCARA – Zdenek Zeman il caimano: non si sazia mai.

“Sì, abbiamo vinto, giocato bene, ma potevamo fare meglio”.

Tutti coloro che hanno seguito in diretta la partita, allo stadio, o dagli schermi televisivi, erano rimasti affascinati dalla fluidità del gioco, dallo spettacolo offerto, almeno per ottanta minuti, dai giocatori pescaresi che sembravano il “Barcellona della B italiana”.

Chi ama il gioco del calcio si è beato delle giocate in velocita, dei passaggi rapidi di prima, delle triangolazioni, dei tagli in profondità, della facilità con la quale i ragazzi giungevano in zona tiro.

Una concreta dimostrazione di come deve essere giocato il calcio.

Ad analizzare la partita “frame by frame” bisogna riconoscere che il Verona ha avuto la più facile occasione per agguantare il 2-2 e sul gol fallito ha subìto il terzo punto e il Pescara ha sigillato una vittoria che fa classifica, che dilata i sogni dei tifosi e che mette la società in condizione di farsi sentire in questi ultimi giorni di mercato: urge un difensore centrale rapido.

Se la società non dà una mano a Sdengo ci sarà da richiamarla alla sua responsabilità. È vero che finora i dirigenti hanno fatto bene, ma fatto trenta bisogna assolutamente fare trentuno.

Noto che parlano sempre di prendere attaccanti, pensano anche a un centrocampista, ma non si parla di un difensore centrale: solo io vedo questa necessità e sbaglio? Mi auguro di dover fare ammenda e di essere nel torto. Vedremo in seguito.

Scrivo a penso a Peppe De Cecco che ha lasciato il pranzo calcistico al momento dell’arrivo della torta: la sua grande capacità di assemblamento societario sta dando i suoi frutti e saranno goduti da altri. Chissà quali pensieri, ora, gli frullano nella mente.

Tornando a Zeman, ha dato ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, conferma delle sue enormi doti di maestro. Ha creato un meccanismo che gira come un orologio perfetto con sincronismi che affascinano i tifosi.

Ha fatto crescere tecnicamente giocatori come Zanon, Balzano, Insigne, Immobile, lo stesso Sansovini che ha ritrovato forza e genialità e anche Gessa ha tratto i suoi indubbi vantaggi.

Zeman valore aggiunto del Pescara e grosso affare anche sul piano del mercato in uscita.

Qualche sciocco tifoso (ce ne sono sempre in circolazione) si meraviglia di come io sia così compiaciutio e soddisfatto del lavoro finora realizzato da Zeman e mi ricorda che mi ero guadagnato la nomea di “mangia allenatori” ribadendo i miei trascorsi critici ai tempi di Giovanni Galeone.

Questi stessi non hanno capito che le mie critiche non sono mai per partito preso ma legate alle concrete vicende calcistiche che analizzo.

Al momento Zeman ha fatto tutto bene e ho il dovere di esaltarlo così come, se nel futuro dovesse imprevedibilmente “sciroccare”, avrò la forza e il coraggio giornalistico di cirticarlo.

Per Galeone i tempi sono lontani e decantati e tutti hanno capito la mia stima per Galeone e la bontà delle mie critiche fatte quando perdeva di vista la realtà del campionato e della squadra, per andare dietro alle sue fisime di esteta del calcio.

Ma Zeman, oggi, è un’altra cosa anche rispetto a Galeone e dissento quando lui dice che il Boemo lo sta copiando: nulla di più errato.

Sono due realtà calcistiche diverse, due espressioni differenti di lavoro, due filosofie completamente diverse.

Fortunati i tifosi del Pescara ad avere avuto prima Galeone e ora Zeman.