AVEZZANO – Un punto fermo: “cosa sia meglio per Avezzano lo devono decidere gli avezzanesi”; un invito perentorio all’assessore regionale aquilano Roberto Santangelo: “ci fa piacere che si stia interessando alla nostra città, auspichiamo che venga qui da noi al più presto a comprendere come sia maturata la nostra decisione sulla candidatura di Alessio Cesareo“; una bordata alla Lega, “se si parla di coerenza, noi di Fratelli d’Italia che siamo rimasti all’opposizione come decretato dalle urne, come dovremmo definirci?”.

Un fiume in piena e un conseguente ulteriore contributo ad accendere un clima già incandescente nella intervista a tutto campo rilasciata ad Abruzzoweb: così il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, l’ex parlamentare Massimo Verrecchia, dirigente regionale di ruolo in aspettativa ed ex uomo centrale dello staff del presidente Marco Marsilio, di FdI, uno dei principali protagonisti, a meno di un anno dalle elezioni di Avezzano, del progetto di ricompattamento, ancora per la verità pieno di ostacoli, del centrodestra classico e partitico nel feudo civico e bipartisan del sindaco Gianni Di Pangrazio.

Eletto nel 2024 con 7.761 voti, Verrecchia è il grande fautore della candidatura annunciata, ma non ancora ufficializzata, dell’ex questore Alessio Cesareo, 65enne aquilano di origine ora residente a Celano, ex commissario di Polizia ad Avezzano, ed ancor prima dirigente comunale, uomo delle istituzioni salito alla ribalta delle cronache per l’essere rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un pacco bomba che gli è stato recapitato nel luglio del 2001 proprio all’interno del commissariato di Avezzano.

Scelta condivisa dai segretari provinciali di Noi Moderati, Marianna Scoccia, vice presidente segretario del Consiglio regionale e sindaco di Prezza, e dal segretario provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis, oggi presidente della società del trasporto regionale Tua ed ex sindaco di Avezzano, con l’appoggio dei consiglieri comunali Goffredo Taddei e Tiziano Genovesi, quest’ultimo candidato alle elezioni del 2020, appoggiato dalla Lega, ai tempi suo partito, da FdI, ma con non poche defezioni, e Udc, con Fi che aveva lanciato senza successo nell’agone Anna Maria Taccone.

Scelta invece bocciata, con buona pace dell’unità del centrodestra, dalla Lega e dall’Udc, che appoggeranno Di Pangrazio, pronto a ricandidarsi con la sua solita armata di liste civiche, non meno di otto.

E soprattutto si è registrata, a spaccare Forza Italia, la posizione sostanzialmente contraria di ‘assessore regionale al Sociale e Cultura Roberto Santangelo, 44enne aquilano, presidente del Consiglio comunale del capoluogo regionale, ribadita anche in una nota di ieri, secondo cui non è tempo di “fughe in avanti”, e pur esprimendo “massimo rispetto per Cesareo”, si è detto convinto che “Avezzano abbia bisogno di una guida di chiara espressione politica, capace di rappresentare il centrodestra nel suo insieme e non una somma indistinta di sigle e civiche”. E molti vedono dietro la sua presa di posizione, un implicito sostegno al consigliere di Forza Italia, candidato civico nel 2020, Mario Babbo, che vorrebbe essere lui il candidato a sindaco sotto l’egida degli azzurri e già minaccia di lasciare il partito.

Verrecchia dunque riannoda i fili del ragionamento, ricordando innanzitutto quello che è stato stabilito lunedì in un incontro a Teramo alla presenza dei segretari regionali di Fdi, il senatore Etel Sigismondi, di Forza Italia, il deputato Nazario Pagano, di Noi Moderati, Paolo Tancredi, oltre che del capogruppo Fdi.

“A Teramo è andata benissimo: il tavolo ha ribadito che le decisioni ad Avezzano, in primis per l’individuazione del candidato a sindaco, spettano ai livelli locali, ai coordinamenti cittadini, perché c’è una classe politica che deve essere assolutamente rispettata”, assicura Verrecchia.

E ancora: “chi viene da fuori lavori dunque non per alimentare spaccature e per sfavorire il centrodestra, a meno che l’obiettivo non sia proprio questo. Saremo grati a chi ha suggerimenti con soluzioni migliori, ma che venga a dirlo ad Avezzano, al più presto. Siamo e restiamo aperti al dialogo democratico, nelle sedi preposte, dove da mesi si lavora per il bene degli avezzanesi”.

Anche perché, “spesso sui tavoli regionali ci si finisce quando nelle classi dirigenti non c’è accordo, a causa delle vecchie e dannose logiche delle ripartizioni e dell’appartenenza a questo o a quel partito, cosa che ad Avezzano abbiamo voluto evitare, e continueremo a farlo”.

E veniamo dunque a Santangelo: “va bene interessarsi, da parte di una figura istituzionale di tale livello, anche di altre situazioni e di altri comuni, auspichiamo però un approccio costruttivo, perché il rischio è che alcuni messaggi in una città come Avezzano e la Marsica possano innescare turbolenze politiche, rischiando di non essere comprese dai cittadini”.

Ricordando che ad Avezzano, da anni feudo del civismo trasversale e delle porte girevoli di Di Pangrazio “non è cosa facile riportare al centro i partiti, che si sono però ora autodeterminati attraverso una classe dirigente che proviene dai congressi, quindi non dai vertici che li hanno nominati e calati dall’alto. Occorre dunque, lo ripeto, dare piena fiducia a questa classe dirigente, per il lavoro che stanno facendo quotidianamente già da diversi mesi. Dobbiamo essere uniti su un obiettivo: mettere la parola fine ad un civismo dannoso che ha isolato Avezzano, non ha prodotto nulla se non poche opportunità rispetto a quello che i partiti avrebbero potuto portare a casa”.

Verrecchia non vuole invece esprimere giudizi su Babbo e le sue ambizioni: “non mi occupo di quello che accade in altri partiti”, taglia corto.

Verrecchia ha poi qualcosa da dire anche alla Lega che, come chiaro e tondo ha ribadito ad Abruzzoweb nei giorni scorsi il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, Luigi D’Eramo, ex segretario regionale, appoggerà Di Pangrazio, “per un atto di coerenza e serietà”, tenuto conto che la Lega ha in maggioranza l’assessore Cinzia Basilico e il consigliere Antonio Del Boccio, vice coordinatore provinciale, pur entrati in Consiglio con una civica.

“Nel 2020 la Lega ad Avezzano ha voluto esprimere un candidato sindaco, Tiziano Genovesi – ricorda a tal proposito Verrecchia -, e noi ci siamo rimboccati le maniche per sostenerlo. Abbiamo perso le elezioni, e siamo rimasti dove gli elettori ci hanno detto che dovevamo stare, ovvero all’opposizione. Se ora la Lega parla di coerenza, noi di Fratelli d’Italia come dovremmo definirci? La Lega come partito ha infatti abbandonato l’opposizione per affidare il proprio simbolo ad un consigliere che si trova in maggioranza, Del Boccio. Io ritengo che però dovrebbe essere il consigliere a seguire la posizione del partito e non il partito ad inseguire un consigliere. Evidentemente abbiamo un concetto diverso di coerenza e di serietà. Vedremo cosa ne pensano gli elettori”.

Verrecchia esprime poi soddisfazione per l’annuncio, sempre ad Abruzzoweb, del suo avversario interno dentro Fdi, il potente assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, campione di preferenze a marzo 2024, con quasi 12mila voti, di rompere la storica alleanza con il sindaco Di Pangrazio, tanto che ha già lasciato la maggioranza Nello Simonelli, collaboratore in Giunta dell’assessore.

“La posizione di Mario Quaglieri è di rispetto verso la città di Avezzano, la Marsica e Fratelli d’Italia e non avevo dubbi su questo. A qualcuno fa più comodo vederci contrapposti, ma così non sarà, anzi con questa nostra unità penso che il territorio della Marsica debba essere nuovamente rappresentato al Parlamento”.

A chi sospetta che poi alla fine Quaglieri un “aiuto” a Di Pangrazio lo darà lo stesso “sottobanco”, per sdebitarsi dell’appoggio avuto alle regionali, Verrecchia risponde tagliando corto: “Quaglieri è una persona seria, e poi non viviamo a New York dove per il numero di abitanti non è possibile capire come possa essere stato indirizzato un voto o l’impegno che si è messo in campo per questo o quel candidato”.

Santangelo, e non solo, ha osservato poi che al di là del nome, era forse troppo presto lanciare nell’agone Cesareo, prima ancora della ufficializzazione, e che c’è anche una contraddizione tra l’evocazione del ritorno dei partiti alla guida di Avezzano, con il candidare di fatto una figura civica.

“È troppo presto forse per chi non vive ad Avezzano e non ne conosce le dinamiche: qui occorre partire subito, il prima possibile, per far conoscere alla città il programma che vogliamo costruire insieme al candidato a sindaco che se ne dovrà fare interprete e garante. Dall’altra parte, voglio poi ricordare, i nostri avversari si stanno prodigando per comporre liste sempre più competitive, attingendo in tutte le aree politiche, come loro solito, e non possiamo permetterci di lasciargli il campo libero”.

Infine sulla natura civica della candidatura di Cesareo, Verrecchia sostiene quanto segue: “il lavoro in Polizia che Cesareo ha svolto fino a pochissimo tempo fa gli vietava l’iscrizione a questo o a quel partito, e comunque ha dichiarato, appena andato in pensione, un’appartenenza chiara e netta all’area politica del centrodestra. Non andrà a fare l’uomo solo al comando, in ogni caso, sarà affiancato dai partiti che lo dovranno sostenere in giro per la città e tra la gente, stufa di doversi ancora tenere dopo quasi quattordici anni un’amministrazione che poteva dare di più e non è riuscita a farlo”.