VASTO – Nel primo pomeriggio avrà luogo nell’obitorio dell’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto (Chieti) l’autopsia sulla salma di Michela Strever per stabilire se a uccidere la donna siano state le percosse ricevute o se la morte sia sopravvenuta per soffocamento.
Il medico legale Pietro Falco già da ieri aveva ricevuto l’incarico dal procuratore della Repubblica di Vasto Francesco Prete, che sta seguendo personalmente l’evolversi delle indagini sul delitto della pensionata di 73 anni ritrovata morta dal fratello Tonino nella sua abitazione in contrada Villa De Nardis nascosta da una coperta, con le mani legate e un fazzoletto per tapparle la bocca.
In particolare i rilievi del Ris di Roma e quelli della scientifica del comando provinciale dei carabinieri di Chieti serviranno a raccogliere elementi utili della scena del crimine per individuare i responsabili e le eventuali tracce lasciate nella stanza al pianterreno.
Un particolare è al vaglio dei militari della Compagnia di Vasto: qualche settimana fa la vittima avrebbe ricevuto la visita di qualcuno che aveva cercato di entrare nel casolare dove la pensionata viveva da sola. Lo ha raccontato la cognata Carmela ai giornalisti.
Da verificare se ci sia un collegamento tra questo episodio e quanto avvenuto ieri mattina.






