LONDRA – Per spingere i britannici a ricevere la terza dose di vaccino anti-Covid, il governo potrebbe introdurre restrizioni di viaggio a quanti potrebbero rifiutarla.
Lo riferisce il Guardian, che rilancia l’invito a vaccinarsi del segretario di Stato alla Salute, Sajid Javid, che definisce la terza dose una “missione nazionale per impedire un ritorno alle restrizioni e godersi il Natale”.
Secondo alcune anticipazioni, il piano al vaglio dell’esecutivo di Boris Johnson dovrebbe introdurre un cambio nelle regole di viaggio per chi si rifiuta di ricevere la terza dose: sarà sottoposto a quarantena e a diversi test di ritorno da una vacanza all’estero, ma il cambio non sarebbe “imminente” secondo il Guardian.
In base ai dati del servizio sanitario nazionale Nhs, ad oggi in Gran Bretagna oltre 10 milioni di persone hanno già avuto la dose aggiuntiva di richiamo, destinata a quanti hanno deficit al proprio sistema immunitario, almeno in 8,5 milioni secondo i registri ufficiali. Sabato scorso è stato un giorno record per il numero di iniezioni di vaccini anti-Covid, con 371 mila persone che lo hanno ricevuto. Devono ancora essere sottoposti alla terza dose circa il 30% degli over 80 anni e il 50% dai 50 anni in su.
Attualmente, tutti gli over 50, gli operatori sanitari e di assistenza sociale e le persone clinicamente vulnerabili possono ricevere richiami sei mesi dopo la seconda dose. Studi realizzati da Public Health England mostrano che la protezione contro l’ospedalizzazione scende dal 95% al 75% nei cinque mesi successivi alla seconda iniezione del vaccino Oxford/AstraZeneca e dal 99% al 95% per la vaccinazione Pfizer/BioNTech. Anche riduzioni limitate possono avere un impatto importante sugli ospedali: un tasso di protezione contro il ricovero che passa dal 95 al 90% significa un raddoppio del numero di ricoveri tra i vaccinati.






