L’AQUILA – C’è voluto poco perché scoppiasse la guerra dopo l’uscita del pro-rettore dell’Università dell’Aquila Angelo Luongo come primo candidato alla poltrona di rettore e le anticipazioni sulle mosse dell’uscente Ferdinando Di Orio a favore di una candidatura del prof Francesco Parasiliti.
Fonti del rettorato parlano di un Di Orio letteralmente imbufalito con il suo vice per le dichiarazioni al vetriolo sullo stato della ricerca in Ateneo.
Da quanto si apprende, le dimissioni (o la cacciata) di Luongo potrebbero essere ormai inevitabili e imminenti, anche perché Di Orio non ha tollerato la forte critica al suo operato espressa pubblicamente, e per di più tra i suoi avversari accademici di medicina.
Ma la vera bagarre è scoppiata all’interno della ex facoltà (ora dipartimento) di Ingegneria: è infatti trapelato che la mossa di Luongo era stata preparata accuratamente a tavolino, e già di fatto annunciata il 29 novembre scorso in una riunione del dipartimento di Ingegneria edile, con il silenzioso e sapiente appoggio del direttore, Dante Galeota.
Mai preso in considerazione come possibile candidato, ma in equilibrio tra l’indiscussa amicizia con il rettore uscente (come prova il suo essere ritornato organico alla maggioranza del rettore in Senato accademico) e la nota amicizia con lo stesso Luongo, suo grande elettore.
Dopo l’articolo di AbruzzoWeb è scattata una serie di riunioni riservate (almeno tre secondo i ben informati) di diversi gruppi di ordinari di ingegneria.
Appare in bilico la corsa al rettorato di Parasiliti: infatti nello stesso dipartimento di Ingegneria industriale stanno emergendo forti mal di pancia dei gruppi accademici più importanti, mentre non tutti sembrano gradire l’autocandidatura di Luongo.
All’interno della vasta area degli ingegneri meccanici emerge con forza la possibile candidatura di Roberto Cipollone, uomo di fiducia dell’ex rettore Luigi Bignardi e accreditato di fortissimi agganci istituzionali in Regione.
Non inferiori le possibilità di Pacifico Pelagagge, già direttore di dipartimento, di profilo internazionale, mentre si danno in crescita le quotazioni di una vera e propria outsider come Domenica Paoletti, campionessa dell’aquilanità e molto gradita agli ambienti della Curia, che sembra controlli non pochi voti di professori aquilani.
Da non sottovalutare il possibile rientro, già annunciato un anno fa, di Angelo De Vita, attualmente in congedo come direttore del Parco nazionale del Cilento, che si presenta con il profilo del manager super partes, al di fuori degli schieramenti nati negli ultimi anni tra seguaci di Di Orio e i suoi picconatori.
Anche l’area degli ingegneri chimici è in fermento, stimolata anche dalle sollecitazioni dell’ex rettore Giovanni Schippa, che ben vedrebbe il ritorno di un “chimico” al vertice dell’Ateneo: le figure più accreditate sono Giovanni Del Re, anch’egli supportato dagli ambienti aquilani che contano, e l’emergente Francesco Vegliò, forte di rapporti molto solidi con la grande industria chimica ed energetica e responsabile di numerosi progetti europei di ricerca.
L’area elettronica non vicina a Parasiliti potrebbe considerare favorevolmente la candidatura di Giovanni Bucci, cresciuto nell’Ateneo e considerato un ottimo studioso e organizzatore. Minori appaiono le chances di Mauro Feliziani, di recente nominato da Di Orio nel Nucleo di valutazione. (red)



