L’AQUILA – “Capzioso e pieno di pregiudizi”. Così secondo il componente uscente del Consiglio d’amministrazione dell’Università dell’Aquila, Fabrizio Carnicelli, è il pensiero della rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, espresso in un articolo di AbruzzoWeb sulle problematiche avute con il Cda uscente, nominato dal suo predecessore, Ferdinando Di Orio, e a lei ostile, e sulle prospettive che il rinnovato organismo dovrà avere.

“Proporrò al Senato accademico persone che diano garanzia di indipendenza di pensiero e di giudizio per portare aventi le linee strategiche dell’ateneo – ha detto la Inverardi a questo giornale – Spero di poter sceglier persone che non abbiano pregiudizi e preconcetti rispetto alle proposte che faremo”.

Parole che hanno suscitato lo sdegno di Carnicelli, amministrativo di schieramento dioriano cooptato nel 2013 nel cosiddetto “Cda della discordia” e spesso in contrasto con la Inverardi, come quando è stato tra quelli che hanno messo in minoranza la rettrice, prima votando contro e poi risultando assente in Cda sull’accesso programmato in quattro nuovi corsi nell’offerta formativa 2014-2015.

Nella nota di replica Carnicelli entra anche nel “toto nomi” di quelli che dovranno sostituire lui e gli altri uscenti nel prossimo Consiglio, bocciando uno dei papabili, Roberto Marotta.

“Se c’è un nome che pone dei dubbi di compatibilità è proprio quest’ultimo. Marotta è stato eletto nel Cda della Bper, banca che funge da nostro istituto cassiere. Può l’eccellente Dott. Marotta garantire il corretto rapporto tra i due enti?”, si chiede polemicamente.

LA NOTA COMPLETA

Gentile Rettrice, ho letto con amarezza l’articolo della giornalista Marianna Galeota, pubblicato su AbruzzoWeb in data 15 maggio 2015 e il successivo articolo, sostanzialmente ripetitivo delle medesime argomentazioni, su “Il Messaggero Abruzzo” del 22 maggio 2015.

In merito alle affermazioni riportate ritengo che il Suo pensiero, se correttamente riferito, risulti alquanto capzioso e pieno di pregiudizi.

Il mio comportamento in Cda negli ultimi 3 anni è stato infatti sempre trasparente e scevro da qualsiasi pregiudizio.

Invito tutti i lettori a leggere i verbali del Cda pubblicati sul sito per riscontrare che il mio comportamento quale amministratore dell’Università dell’Aquila è stato svolto nell’interesse dell’Ateneo, del personale che vi lavora e del territorio.

Sovente mi sono trovato in contrasto con le posizioni del precedente Rettore quando le sue iniziative andavano contro i miei “stakeholders”. Ho votato contro un regolamento master che ritenevo lesivo degli interessi del personale.

Ho votato contro il regolamento “Anticorruzione” perché il nostro regolamento stravolge completamente la legge e di fatto non previene fenomeni corruttivi lasciando tutto così com’è.

La mia battaglia contro Consorzi, Centri di Ricerca e Spin-off è stata esemplare: questi organismi, infatti, non hanno fatto altro che esternalizzare risorse che prima erano solo ed esclusivamente dei Dipartimenti depauperando l’intero Ateneo, spesso e volentieri secondo modalità di funzionamento discutibili.

Sono questi forse gli stakeholders a cui do fastidio? I regolamenti che mi sono stati sottoposti sono stati variati tutti, grazie anche al mio contributo, per rendere le risorse dell’Ateneo più accessibili a tutti e soprattutto per favorire la perequazione.

Anche questo ha dato fastidio? Le mie proposte per ridurre in maniera drastica gli affitti, quella in particolare di chiedere in comodato gratuito decennale la caserma Rossi ormai dismessa, avevano un solo scopo: evitare di gettare dalla finestra risorse oramai troppo esigue per far crescere il nostro Ateneo.

Il problema degli affitti, da me affrontato con il precedente Rettore, è stato nuovamente affrontato con l’attuale Rettrice, ribadendo delle posizioni molto chiare: non si doveva rinnovare l’affitto all’ex-Felix in quanto parte della facoltà di Economia è agibile dal 2010 e quegli spazi non vengono ancora utilizzati.

Questi miei principi sono stati portati avanti nel dibattito sia con la vecchia Governance, sia con la nuova. Ritengo pertanto assurdo e pretestuoso affermare che Fabrizio Carnicelli abbia operato all’interno del CdA con dei pregiudizi.

Gli stessi principi che mi ispiravano con il Rettore di Orio hanno continuato ad ispirarmi con la Rettrice Inverardi: quello della legalità, della giustizia e dell’integrità morale.

Anche dalla posizione organizzativa che i prescelti ricoprono si capirà se saranno stati scelti davvero come “teste pensanti”, così come la Rettrice afferma di voler fare, e non invece come emanazioni di qualche docente o dipartimento.

Al di là del pregiudizio nei mie confronti, infine, ritengo che l’articolo in questione sollevi due interrogativi: come mai si rende pubblico il mio solo nominativo e non anche quelli di tutti gli altri candidati del personale non docente?

Seconda domanda: nell’articolo citato da “Il Messaggero” si cita il Dott. Roberto Marotta quale probabile nominativo per il nuovo CdA; ebbene, se c’è un nome che pone dei dubbi di compatibilità è proprio quest’ultimo.

Il Dott. Marotta è stato eletto nel CdA della Bper, banca che funge da nostro istituto cassiere.

Può l’eccellente Dott. Marotta garantire il corretto rapporto tra i due enti? Quindi, se c’è qualcuno che in Ateneo deve chiedere il Redde Rationem, forse questa persona non è Lei, Rettrice.