L’AQUILA – Dopo la sentenza del settembre scorso con cui era stato bocciato l’accesso programmato ai corsi universitari imposti della Statale di Milano, ora il Tar del Lazio ha accolto anche il ricorso riguardante l’Università dell’Aquila.
La sentenza della giustizia amministrativa ha riammesso 49 studenti che non avevano superato il test di ammissione al corso di laurea magistrale in Psicologia, uno dei cinque insieme a Sciente motorie, Psicologia triennale, Biologia e Biotecnologie, per i quale l’Ateneo aquilano ha introdotto il numero chiuso dal 2014.
Il tribunale amministrativo, lo scorso 22 febbraio, ha emanato un provvedimento provvisorio che autorizza i ragazzi a iscriversi con riserva alla specialistica, rinviando la sentenza di merito al 5 dicembre.
L’Unione degli universitari (Udu), che ha promosso il ricorso curato dall’avvocato Michele Bonetti, torna ora a chiedere un’inversione di rotta nella politica della rettrice Paola Inverardi, che secondo il sindacato studentesco ha portato ad un tracollo delle iscrizioni, passate dal 25mila a 15mila.
“Il Tar ha ribadito ciò che aveva già detto sei mesi fa e cioè che alcuni criteri stabiliti dai decreti ministeriali per l’accreditamento dei corsi di laurea, come il rapporto professori/studenti o la capienza strutturale delle aule, non possono essere usati come motivazioni per giustificare il numero chiuso. Queste restrizioni minano il diritto allo studio, costituzionalmente garantito”, hanno detto Bonetti e i rappresentanti dell’Udu Simona Abbate e Andrea Core.
L’avvocato ha già inoltrato all’Università un’istanza affinché venga adottata una sanatoria per togliere l’accesso programmato, nella convinzione che la sentenza del 5 dicembre confermerà la decisione provvisoria.





