L’AQUILA – Riaprirà il prossimo ottobre la storica sede di Roio della ex facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009. Sarà un rientro per gradi, solo per alcuni corsi, con una transizione destinata a concludersi nel 2016, quando il grande complesso sarà interamente ripristinato.
Un nuovo trasloco con ritorno a casa per la facoltà che, con la riforma Gelmini, si è scissa in due dipartimenti: quello di “Ingegneria civile, edile-architettura, ambientale”, diretto da Dante Galeota, e quello di “Ingegneria industriale e dell’informazione e di economia”, guidato da Francesco Parasiliti Collazzo.
Alla facoltà di Ingegneria sono legati anche importanti risvolti giudiziari. Per il crollo di una parte della sede, che secondo i giudici poteva causare 2 mila morti tra gli studenti se fosse avvenuto di giorno invece che alle 3.32, sono stati condannati a 4 anni per disastro colposo il direttore dei lavori, Ernesto Papale, e il direttore di cantiere, Carmine Benedetto, e assolti altri 5 imputati.
Subito dopo il sisma la facoltà è stata trasferita nei locali della ex Optimes a Pile, presi in affitto con un’operazione che per via del maxi canone oggetto di indagini ha portato sotto processo per abuso d’ufficio aggravato Ferdinando Di Orio, rettore uscente, Filippo Del Vecchio, direttore amministrativo dell’epoca e oggi direttore generale di un’altra università, la D’Annunzio di Chieti, e Marcello Gallucci, legale rappresentante della società Gallucci Srl, titolare del capannone.
Quello nella sede di Roio sarà un rientro graduale che prevede il ritorno nell’originario edificio, per ora, solo dei corsi di laurea di Ingegneria civile, Edile architettura, Ambiente e territorio e della laurea magistrale di Chimica.
Per il servizio di mensa, invece, gli studenti dovranno attendere una quindicina di giorni oltre l’apertura, come spiega ad AbruzzoWeb il professor Galeota, direttore del dipartimento di Ingegneria civile che, tra l’altro, di recente ha coordinato lo studio sui “concreti rischi” di crolli nella Basilica di Collemaggio che ha portato il Comune dell’Aquila a chiudere in fretta e furia l’edificio sacro.
“I lavori per la mensa, curati peraltro da un nostro ex studente, sono a buon punto e verranno riconsegnati al più presto – afferma – Per il momento si inizierà con queste facoltà. Quando si torna in una struttura dopo tutti questi anni anni ci vogliono tempi tecnici burocratici e di adattamento, perché bisognerà arredare man mano tutte le aule e fornire di servizi l’edificio”.
Quando tutto sarà a regime torneranno nella sede di Roio i due dipartimenti principali, mentre quello di “Ingegneria e scienze dell’informazione e matematica”, a dispetto del nome nato invece dalla facoltà di Scienze, resterà nella sua sede tradizionale di Coppito.
L’edificio A, dove si trovano i locali della presidenza e della segreteria, è stato ristrutturato grazie alla donazione di 3 milioni di euro del Rotary nazionale, mentre l’edificio B, che ospita le aule didattiche, con 2,5 milioni di euro provenienti dal provveditorato alle Opere pubbliche Lazio Abruzzo e Sardegna.
“La parte della biblioteca che si trova nell’edificio C è stata finanziata, invece, dal gruppo Total Erg per 1 milione di euro – aggiunge Galeota – Per il vecchio edificio, quello storico, è previsto un finanziamento di 10 milioni. Abbiamo depositato il progetto di adeguamento sismico tramite isolamento alla base al provveditorato e a breve dovrebbe partire il bando di gara. I lavori inizieranno nella primavera del 2014 e avranno una durata di 24 mesi circa”. Marianna Galeota